Bergamo: abbassate le armi, alzate i salari! Manifestazione Regionale Lombardia 1° Maggio 2026
Il Primo Maggio 2026 a Bergamo sarà una giornata di lotta e di partecipazione
Una piazza per chi lavora, per chi lotta, per chi non accetta guerra, sfruttamento e precarietà.
Facciamo sentire la nostra voce contro un sistema che ha deciso di scaricare il peso delle crisi e della guerra sulle spalle di lavoratrici e lavoratori.
Scendiamo in piazza perché non accettiamo più salari in calo mentre il costo della vita esplode, non accettiamo più la precarietà come norma e l’attacco costante ai nostri diritti sindacali.
Scendiamo in piazza perché non accettiamo che il nostro stato sia complice del genocidio in Palestina.
Mentre le scuole cadono a pezzi e la sanità pubblica viene smantellata, i governi scelgono di investire miliardi nel riarmo e in una folle economia di guerra che serve solo agli interessi dei padroni.
Il lavoro deve essere strumento di cooperazione tra i popoli e non ingranaggio dell’economia di guerra.
proprio per questo Sarà anche una giornata di mobilitazione a sostegno del popolo palestinese e contro il coinvolgimento del nostro Paese nelle politiche di guerra.
Saremo in piazza insieme alle realtà palestinesi del territorio per la fine dell’occupazione, il riconoscimento del diritto al ritorno del popolo palestinese e la fine del sostegno economico e politico a Israele.
Il primo maggio porteremo in piazza la rabbia e la dignità della vertenza Italtrans, perché lì dentro c’è lo specchio di quello che accade in tutta la Lombardia: appalti al ribasso, sfruttamento e repressione per chi prova a organizzarsi.
Vogliono toglierci anche il diritto di sciopero, cercando di imbavagliare la logistica con precettazioni e sanzioni, perché hanno paura di chi alza la testa.
Lo diciamo chiaramente: lo sciopero è un diritto costituzionale e non permetteremo a nessuno di trasformarlo in una concessione.
Difendere i facchini e i corrieri oggi significa difendere ogni lavoratore pubblico e privato da questa deriva autoritaria.
La piazza porterà le rivendicazioni della piattaforma nazionale USB, a partire da un aumento strutturale dei salari con una paga minima di 2.000 euro mensili e meccanismi automatici di adeguamento all’inflazione e dalla riduzione dell’orario di lavoro a 32 ore settimanali.
Dobbiamo cancellare il sistema degli appalti che frammenta il lavoro e abbassa i diritti. introdurre il reato di omicidio sul lavoro: non si può morire di profitto.
rivendicazioni anche per i rinnovi contrattuali del Pubblico Impiego, per i quali il Governo ha stanziato somme assolutamente inadeguate a ricoprire il potere d’acquisto perso, che già nella precedente tornata contrattuale
registrava una perdita di potere d’acquisto superiore al 10%.
Ma la dignità del lavoro passa anche fuori dai cancelli delle fabbriche e degli uffici.
Diciamo un "no" secco e deciso all'aumento delle spese militari. Ogni euro speso per una bomba è un euro tolto a un ospedale o a una scuola.
Serve inoltre un piano straordinario per la casa, il blocco degli sfratti per morosità incolpevole e il recupero del patrimonio pubblico inutilizzato.
Il diritto all’abitare è parte integrante dei diritti sociali e del salario indiretto, così come lo sono sicurezza sul lavoro, pensioni dignitose e la regolarizzazione dei lavoratori migranti.
Riprendiamoci il nostro futuro, riprendiamoci la nostra dignità!
Unione Sindacale di Base - Lombardia