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BLOCCHIAMO IL MODELLO FIAT ED IL NUOVO PATTO SOCIALE. SI' AL CONFLITTO. VIA I SINDACATI COMPLICI

SABATO 9 OTTOBRE, TORINO - MANIFESTAZIONE NAZIONALE

Concentramento presso la Fiat in Corso Agnelli 200 (porta 5), ore 10.30 e corteo fino agli uffici del Lingotto

Roma -

Blocchiamo il modello Fiat ed il nuovo patto sociale. Sì al conflitto, via i sindacati complici: sono queste le parole d’ordine della manifestazione nazionale indetta dalla confederazione USB (Unione Sindacale di Base) il prossimo 9 ottobre a Torino.



 

Numerosi pullman, soprattutto dal centro e dal nord, sono attesi per il corteo che partirà dalla sede Fiat in Corso Agnelli per raggiungere gli uffici del Lingotto, al quale parteciperanno tutti i settori del mondo del lavoro: dai metalmeccanici ai precari della scuola; dai lavoratori pubblici sotto blocco dei contratti, ai lavoratori del commercio, come pure i cassaintegrati, i licenziati, gli esternalizzati, i migranti.



 

“La nostra è mobilitazione di tutti, generale e confederale, perché l’attacco è contro tutti: è generale e va respinto sul piano confederale”, afferma Pierpaolo Leonardi, dell’Esecutivo nazionale USB. “Noi non accettiamo l’idea che sia scomparso il conflitto, primo perché non è ipotizzabile che lavoratori e padroni abbiano interessi comuni, e quindi il conflitto continua ad essere lo strumento democratico di regolazione degli interessi diversi; secondo – prosegue Leonardi - perché il problema dei padroni non è il conflitto in sé, che è appunto ineliminabile, ma il ´conflitto organizzato`, cioè la funzione sindacale consolidata e conosciuta, la cui scomparsa consente ai padroni di avere mano libera”.

  “La FIOM sta difendendo se stessa, e tutt’al più la categoria - sottolinea il dirigente USB - ma non si sta assumendo la responsabilità di costruire, assieme al sindacalismo di base, l’alternativa generale e confederale a Cgil Cisl e Uil. USB ritiene invece indispensabile una risposta generale, in grado di contrastare con forza la distruzione del Contratto Collettivo Nazionale, la riscrittura delle relazioni sindacali, la cancellazione di fatto del diritto di sciopero, il nuovo patto sociale concordato fra sindacati, governo, padroni e banchieri”.

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