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Cagliari, 17 febbraio 2026: Conferenza Stampa davanti ai cancelli di Saras(Sarroch)

Cagliari -

Nella serata del 17 febbraio 2026, davanti ai cancelli della Saras di Sarroch in Sardegna, si è svolta una conferenza stampa promossa da comitati, organizzazioni politiche e dall’Unione Sindacale di Base (USB) per denunciare il transito della petroliera Poliegros e dire no alla complicità italiana nel traffico di petrolio venezuelano sottratto illegalmente.

Al centro della protesta c’è il carico di un milione di barili di greggio: 200.000 destinati a Israele e 800.000 alla raffineria Saras, controllata dalla multinazionale svizzera Vitol. I manifestanti hanno denunciato come questo petrolio sia stato sottratto al Venezuela e dirottato da Cuba, aggravando le conseguenze dell’embargo statunitense e contribuendo a sostenere l’economia di guerra e il genocidio in Palestina, in particolare attraverso il rifornimento diretto del porto occupato di Haifa.

Gli interventi hanno inoltre ribadito il ruolo della Saras nello sfruttamento del territorio sardo, tra inquinamento ambientale, precarizzazione del lavoro e controllo dell’economia locale. È stata espressa una forte solidarietà ai popoli venezuelano, cubano e palestinese, uniti dalle stesse dinamiche di oppressione imperialista.

La Sardegna da tempo è vittima di sfruttamento e militarizzazione del territorio ma i lavoratori sardi e le lavoratrici sarde non intendono chinare la testa. Si è ribadito che, grazie all'unione delle realtà resistenti del territorio, quella di oggi vuole essere solo una delle tante occasioni che ci hanno visto e ci vedranno protagonisti.

L’USB si associa alle altre organizzazioni sottolineando come la Sardegna, al centro del Mediterraneo, debba diventare sempre più protagonista delle lotte internazionali contro l’economia di guerra; inoltre, richiamando la buona riuscita del primo sciopero internazionale del 6 febbraio, si sostiene la parte attiva che la Sardegna riveste in questo percorso internazionalista. L’iniziativa di oggi si inserisce in una mobilitazione più ampia, che continuerà nei prossimi mesi, ribadendo che solo attraverso l’unità e la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici è possibile costruire un reale cambiamento.

 

Unione Sindacale di Base