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Cargo Broker, no al trasferimento punitivo di Anna da Fiumicino a Modena! Interviene la Commissione Pari Opportunità della Città Metropolitana

Fiumicino -

Discriminazione di genere, mancato rispetto della normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro, appropriazione illegittima di ferie e permessi a seguito di una sospensione di due mesi  per via di un immotivato giudizio di inidoneità al lavoro e di fatto stralciato dallo stesso Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro.

Questo è quanto accaduto nella società Cargo Broker, appalto SDA/Poste Italiane, che ha trasferito da Fiumicino a Modena Anna, l’unica lavoratrice del magazzino, che da mesi lotta, rappresentata e supportata da USB, contro il licenziamento mascherato da trasferimento, per il solo fatto di aver osato chiedere il rispetto dei propri diritti.

Anna da circa 10 anni lavora nello stesso magazzino e nel 2018 è stata assunta con cambio di appalto dalla società Cargo Broker per svolgere le stesse mansioni e senza alcuna differenziazione di carichi rispetto ai suoi colleghi uomini.

La prima richiesta di Anna, a tutt’oggi ancora ignorata, è stata quella di avere dei servizi igienici distinti e separati da quelli degli uomini, coadiuvata da una formale diffida inviata a tal proposito dalla nostra organizzazione sindacale. Anna, in quanto donna, non può ancora oggi disporre di un bagno dedicato e al bisogno è costretta a chiedere di poter utilizzare quello situato in alcuni uffici privati che si trovano nei pressi del magazzino in cui lavora.

Agli inizi di quest’anno le sue condizioni fisiche, già precarie ,peggiorano, aggravate dai continui ed eccessivi sforzi che le vengono richiesti nella movimentazione manuale di carichi che vanno ben oltre i limiti di peso prescritti per una lavoratrice. A nulla sono valse le rimostranze, supportate da valutazioni cliniche, che Anna negli anni ha prodotto in occasione delle precedenti visite periodiche e colpevolmente ignorate dal medico aziendale.

C’è voluto l’intervento dello Spresal persino per ottenere di tornare a una nuova visita a causa dell’aggravamento delle sue condizioni di salute, nonostante fosse un obbligo del datore di lavoro, ed è a questo punto che improvvisamente avviene uno stravolgimento nel giudizio del medico aziendale, il quale dichiara ad Anna la sua inidoneità al lavoro sospendendola temporaneamente e decurtandole tutte le ferie e i permessi.

Solo grazie alla richiesta di ricorso inviata allo Spresal, quest’ultimo si è espresso annullando il  giudizio del medico aziendale, ristabilendo la sua idoneità al lavoro con la dovuta prescrizione a limitare gli sforzi entro un certo range di peso nella movimentazione dei carichi, rapportata alle sue condizioni fisiche.

Anna ritorna al suo posto di lavoro a svolgere finalmente le sue mansioni nel rispetto del diritto alla salute e chiede indietro tutto quanto le è stato tolto a causa di una sospensione dal lavoro dichiarata illegittima, ma di tutto punto riceve dall’azienda una lettera di trasferimento a quasi 500 chilometri di distanza dalla famiglia e dai suoi anziani e malati genitori.

Nel magazzino di Fiumicino SDA gestito dalla Cargo Broker non è mai stato attuato un piano distinto tra genere femminile e quello maschile. Nel D.lgs 81/08 numerose sono le distinzioni che le società sono tenute ad attuare per tutelare le donne sui posti di lavoro. Anna ha sempre dovuto adeguarsi alle abitudini e alle condizioni di lavoro dei suoi colleghi e da parte della società non c’è mai stato interesse nel promuovere azioni volte ad agevolare il lavoro di Anna, come l’art 3 della costituzione dispone.

È per questo che USB si è rivolta alla Città Metropolitana di Roma Capitale chiedendo l’intervento della Commissione Pari opportunità. La risposta è arrivata immediatamente e oggi, 6 giugno 2023, mentre si teneva un presidio USB di solidarietà, Anna è stata ricevuta dalla Consigliera di Parità avv. Gianna Baldoni, che ha mostrato un’estrema sensibilità alla causa ravvedendo palesi comportamenti discriminatori di genere e proponendosi come parte attiva per la convocazione della Cargo Broker per chiedere ed ottenere che il trasferimento di Anna venga stralciato.

Non possiamo che ritenerci soddisfatti per questo importante risultato, ottenuto grazie alla tenacia di una lavoratrice che con grande coraggio ha scelto di lottare per i propri diritti, invece che subire silenziosamente l’arroganza e il ricatto di un padronato che non perde occasione per svilire e vessare i lavoratori, peggio ancora se donne.

USB Lavoro Privato

Fiumicino 6/6/23