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“Caricatelo voi il vostro bagaglio”. Martedì 7 a Fiumicino, Malpensa e Capodichino la protesta USB degli addetti al carico/scarico degli aerei: norme e pesi violati, salute a rischio

Nazionale -

L’Unione Sindacale di Base ha scritto a tutte le società aeroportuali italiane e a tutte le aziende che gestiscono i bagagli (il cosiddetto “handling”), sollecitando interventi urgenti contro le continue e palesi violazioni delle norme sulla sicurezza. USB ha inviato la stessa comunicazione anche alle ASL e agli Spresal (Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro) competenti per territorio.

Per denunciare una situazione intollerabile, USB ha organizzato per martedì 7 giugno alle ore 11 presidi negli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Capodichino. A Fiumicino, in particolare, passeggeri e accompagnatori potranno provare il brivido di lavorare in condizioni impossibili all’interno di un velivolo: di fronte al Terminal 3 sarà allestita la riproduzione in scala 1:1 della stiva di un aereo. Chi vorrà, potrà cimentarsi nella non facile impresa di movimentare manualmente il proprio bagaglio in uno spazio lillipuziano, rendendosi conto di persona di quante e quali sollecitazioni subisca l’apparato muscolo-scheletrico di un lavoratore.

Le stive degli aerei hanno infatti altezze variabili tra i 90 e i 150 centimetri: quando va bene si lavora piegati, ma se va male occorre operare in ginocchio, accovacciati o addirittura sdraiati, facendo al contempo sollevamento pesi in violazione delle norme (“il sollevamento manuale di carichi (può essere) svolto in posizione in piedi (non seduta o inginocchiata) in spazi non ristretti”, linee guida Conferenza delle regioni in applicazione Dlgs 626/94).

In Italia il 90% delle operazioni di carico/scarico vengono effettuate manualmente, perché né gli aeroporti, né le aziende di handling hanno interesse a dotarsi di sistemi automatizzati. Più economico ricorrere alla cara, vecchia “forza umana”, e pazienza se causa danni – spesso permanenti – a chi la esercita.

Nelle lettere USB ha elencato in dettaglio i punti critici delle varie operazioni, a partire dal continuo superamento delle soglie di pesi, di spazi e di tempi stabilite per legge. Il limite di peso è fissato per esempio a 25 kg per un lavoratore maschio fino a 45 anni, dopodiché scende a 20 (15 per le donne). Ogni compagnia aerea usa però propri criteri per il bagaglio in stiva, che solitamente oscillano tra i 23 e i 25 kg. Ma basta pagare un sovrapprezzo e il limite viene annullato.

Se la vedranno poi i lavoratori, di solito in coppia: uno alla bocca della stiva, l’altro all’interno – nelle posizioni suesposte – che a braccia si passano i singoli colli e li sistemano in posizione. Mediamente in un turno un lavoratore movimenta 1500 bagagli, cioè si occupa di 5 aerei da 150 bagagli da scaricare e caricare (150x2 = 300; 300x5 = 1500). Dal momento che un aereo viene caricato/scaricato in 30 minuti, ecco che in un turno di 5 aerei la frequenza di movimentazione è di un bagaglio ogni 6 secondi (30x5 = 150; 150x60=9000; 9000÷1500=6), cioè elevatissima.

USB chiede con urgenza l’introduzione del carico-scarico bagagli meccanizzato e l’eliminazione dello stivaggio manuale-sfuso, per tutti gli aerei ad eccezione di quelli per i quali ci sono dei vincoli tecnici insormontabili e dimostrabili per la meccanizzazione.

Nell’attesa, USB richiede in via temporanea:

  • sistemi di carico con nastri versatili-flessibili (allungabili e retraibili) su tutti gli aerei con stivaggio manuale-sfuso;
  • ginocchiere ergonomiche a norma;
  • una squadra per aereo così composta: un lavoratore a terra, uno all'ingresso della stiva, 3 all'interno della stiva (uno al centro, 2 addetti allo stivaggio vero e propri).
  • per ridurre l’esposizione al rischio derivato da postura incongrua, un singolo lavoratore deve effettuare lo stivaggio manuale al massimo per 4 aerei in un turno ed effettuare una pausa di almeno 15 minuti dopo ogni singolo aereo.

Unione Sindacale di Base – Lavoro Privato

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