Carovita e salari insufficienti: USB in piazza a Roma, Milano e Livorno. Blocchiamo i prezzi, alziamo i salari
Mercoledì 23 settembre USB ha lanciato la mobilitazione contro l’inflazione ed il caro carburanti, causate dalle politiche belliciste del Governo Meloni: a Roma si è tenuto un presidio sotto il Ministero dell’Economia e delle Finanze, a Milano alla sede di A2A, azienda simbolo della speculazione sugli idrocarburi che ha recentemente ricevuto una multa da 5 milioni di euro per manipolazioni del Mercato, mentre a Livorno sono stati scaricati sacchi di letame di fronte alla sede Eni e bloccate le pompe di benzina.
Nel nostro Paese i salari sono fermi da decenni, mentre a causa del coinvolgimento del nostro Paese negli scenari di guerra, insieme alle speculazioni sui prezzi dei carburanti, i prezzi stanno continuando a crescere.
Un primo passo della mobilitazione, che continuerà già giovedì 1 ottobre con una manifestazione di fronte agli ingressi della raffineria, andando ad intersecarsi con il percorso contro la guerra che porta allo sciopero internazionale dei porti del prossimo 30 ottobre.
Servono misure forti ed urgenti, non basta il taglio del bollo auto né misure di emergenza: serve in primis alzare i salari, ma i sindacati confederali stanno trattando con Confindustria e le altre associazioni datoriali per inaugurare quella che sembra una rinnovata stagione di moderazione salariale, confermando per il calcolo dell’inflazione il ricorso all’indice IPCA NEI che non considera i costi delle importazioni energetiche.
Vogliamo l’abolizione dell’IVA sui beni di prima necessità, il blocco dei prezzi dei beni essenziali e delle tariffe energetiche, affitti legati ai salari e rilancio dell’edilizia popolare, l’istituzione di Osservatori sui prezzi nelle Prefetture aperti alle organizzazioni sociali, la tassazione al 100% dei profitti accumulati dalle imprese che hanno speculato sulla guerra e sui prezzi delle materie energetiche, una nuova scala mobile per riallineare le retribuzioni al costo della vita.