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C’è il sangue dei morti di Stresa sull’altare del profitto

Nazionale -

Non un guasto imprevisto e imprevedibile, ma una scelta cosciente: disabilitare il sistema frenante di emergenza per evitare i continui stop dell’impianto – che fin dalla riapertura di fine aprile aveva fatto i capricci – e il danno conseguente alle casse della società che gestisce la funivia Stresa-Mottarone.

La terrificante verità sulla strage di domenica scorsa, gli arresti, il sangue dei 14 morti, piombano come macigni sui progetti della politica italiana tutta, che non contenta di aver dato il via libera ai licenziamenti progetta di allentare ulteriormente gli intollerabili (per il padronato) “lacci e lacciuoli” che impediscono la sfrenata giostra di appalti e subappalti, nonché i facili guadagni in barba a leggi e regolamenti.

Non c’è vita che tenga, nei progetti di Confindustria, di fronte all’ossessionante legge del profitto, dell’utile, del mercato. Che sia la vita di un bambino felice per la gita familiare in montagna o quella di uno dei tanti lavoratori che quotidianamente vengono sacrificati sull’altare del capitale, tutto è sacrificabile.

USB ribadisce i suoi no alla libertà di licenziamento e al nuovo codice degli appalti, conferma le 8 ore di sciopero nazionale, da articolare su base provinciale a partire dalla prossima settimana nel settore privato, e torna a chiede insieme a Rete Iside onlus l’urgente introduzione della fattispecie penale di omicidio sul lavoro, così come fatto anni fa e con buoni risultati, per gli omicidi stradali.

 

Unione Sindacale di Base

 

26-5-2021