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Centri dell'impiego, USB incontra lo staff del Ministro del Lavoro: "chi lavora nei centri dell'impiego va assunto dalle regioni"

Nazionale -

Come annunciato i giorni scorsi, una delegazione di USB, composta da rappresentanti nazionali e regionali di pubblico impiego e lavoro privato, ha incontrato oggi lo staff del Ministro del Lavoro per affrontare il tema delle assunzioni e del rilancio dei centri dell’impiego.


E’ stato evidenziato in prima battuta, dalla nostra organizzazione sindacale, come i modelli organizzativi e di forza lavoro siano differenziati da regione a regione, e non esista uno standard qualitativo che assicuri un servizio minimo, in tema del mercato del lavoro e delle politiche attive, uguale in tutto il paese.


Sono stati posti all’attenzione degli interlocutori del Ministero i casi del Lazio, della Lombardia, dell’Abruzzo, della Sicilia, della Campania ed infine della Toscana che hanno fornito una fotografia attuale, che vede lavoratori e precari di tutti i tipi presenti nei centri dell’impiego, senza dimenticare LSU ed i lavoratori licenziati.


USB ha indicato allo staff del Ministro che è necessario richiedere alle regioni la situazione aggiornata dei lavoratori che operano nei CPI a qualsiasi titolo e che è essenziale indicare alle autonomie locali le linee guida sulle nuove assunzioni, per il mantenimento delle professionalità acquisite dai lavoratori negli anni.


Con l’approvazione del decreto sul reddito il Governo ha predisposto l’assunzione di personale a tempo indeterminato nei CPI e l’USB ha precisato che va innanzitutto inserito nei ruoli regionali tutto il personale che in questi anni ha assicurato il servizio in varie forme (tempo determinato, società in house, collaborazione, ecc).


Come giustamente stabilisce il decreto i servizi dei CPI sono da considerarsi Livelli Essenziali di Prestazione e pertanto anche il personale va inquadrato secondo criteri uniformi su tutto il territorio nazionale.


USB ha segnalato la necessità di portare queste indicazioni in sede di conferenza stato regioni affinché il processo di potenziamento delle strutture pubbliche, in materia di mercato del lavoro, non sia indebolito dalla gestione frammentata e diversificata delle regioni e vengano garantiti i diritti di tutti i lavoratori da tanti anni impegnati nel settore.



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