Cercasi Schiavo 2026: nel turismo c'è un’emergenza sfruttamento, organizziamoci
Ogni stagione si ripete la stessa storia. Alberghi, ristoranti, bar, stabilimenti balneari e attività ricettive dichiarano di non trovare personale. Parlano di "mancanza di voglia di lavorare", ma tacciono sulle vere ragioni per cui migliaia di persone abbandonano il settore.
La verità è che troppo spesso nel turismo si cercano lavoratrici e lavoratori da sfruttare: lavoro nero e grigio, contratti part-time con orari da tempo pieno, straordinari non pagati, false formule di apprendistato, tirocini utilizzati come manodopera a basso costo, turni massacranti, riposi negati, molestie e ricatti sul posto di lavoro.
Per questo rilanciamo per il quinto anno consecutivo la campagna *CERCASI SCHIAVO*.
Una provocazione necessaria per denunciare un sistema che pretende disponibilità totale e diritti ridotti al minimo. Non siamo schiavi. Siamo lavoratrici e lavoratori che producono ricchezza e meritano rispetto.
Rivendichiamo:
* il rispetto integrale dei contratti e dei salari;
* il pagamento di tutte le ore lavorate;
* il riconoscimento e il pagamento delle maggiorazioni per straordinari, lavoro festivo e notturno;
* orari di lavoro certi e compatibili con una vita dignitosa;
* la fine dell'abuso di apprendistati, stage e tirocini utilizzati per abbattere il costo del lavoro;
* il contrasto al lavoro nero e al lavoro grigio;
* ambienti di lavoro sicuri, liberi da molestie, discriminazioni e abusi di potere;
* maggiori controlli contro lo sfruttamento nel settore turistico;
* l'estensione del diritto alla Naspi anche nei casi di dimissioni, quando queste avvengono a causa di condizioni di lavoro insostenibili, sfruttamento, mancato rispetto dei diritti o altre situazioni che costringono la persona a lasciare il posto di lavoro.
Non accettiamo che il costo della crisi del settore ricada sulle spalle di chi lavora. Se mancano lavoratrici e lavoratori, la risposta non è abbassare ulteriormente i diritti: la risposta è aumentare salari, tutele e dignità.
A questo fine, porteremo la battaglia direttamente dentro le istituzioni locali, esigendo dalle amministrazioni comunali l'istituzione di tavoli di controllo permanenti con le sigle datoriali, l'ITL, l'INPS e l'INAIL, per aggredire l’emergenza salari e diritti.
Invitiamo tutte e tutti a non restare soli. Organizzarsi è il primo passo per difendersi. Segnalare gli abusi, iscriversi al sindacato, costruire vertenze collettive e pretendere il rispetto dei propri diritti è l'unico modo per cambiare davvero le condizioni di lavoro nel turismo.
Promuoveremo, con un giro di presentazioni, gli atti del convegno “dall’industria all’overtourism” per discutere e organizzarci a partire dalle trasformazioni del lavoro all’interno del terziario e delle città turistificate.
Quando cercano uno schiavo, rispondiamo con una lavoratrice organizzata.
Quando cercano uno schiavo, rispondiamo con un lavoratore che conosce i propri diritti.
Quando cercano uno schiavo, troveranno un sindacato.