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Cinecittà gonfia di profitti, ma per i lavoratori restano sempre e solo le briciole

Roma -

Mentre l’Amministratrice Delegata di Cinecittà SpA, Manuela Cacciamani, si gonfia il petto celebrando un bilancio 2025 "assolutamente positivo" e studios "scoppiettanti di lavoro", la realtà che vivono quotidianamente i lavoratori del settore è ben diversa.

Dietro le passerelle del David di Donatello e le celebrazioni di via Tuscolana si nasconde il solito gioco di prestigio sulla pelle di chi il cinema lo fa davvero con le braccia e l'ingegno.

Anche se la Sottosegretaria Borgonzoni parla di "numeri strumentalizzati", i fatti gridano vendetta: il Fondo Cinema e Audiovisivo subisce un taglio netto, passando dai 696 milioni del 2025 ai 606 milioni del 2026. Novanta milioni di euro sottratti alla cultura e al lavoro.

Dove finiscono i soldi che restano? La risposta è chiara: al servizio delle grandi produzioni straniere. Il tax credit per le imprese estere che girano in Italia schizza da 42 a 100 milioni di euro. Si taglia sul settore nazionale per finanziare i colossi americani.

Il governo e i vertici di Cinecittà usano la retorica della "lotta ai privilegi" per nascondere un attacco frontale a tutto il comparto.

Come USB denunciamo lo spostamento di risorse dai contributi selettivi (che dovrebbero sostenere la qualità e l'indipendenza) al bancomat dei crediti d'imposta per le multinazionali.

Esigiamo che il bilancio "positivo" di Cinecittà si traduca immediatamente in aumenti salariali, stabilizzazioni e sicurezza sul lavoro per tutte le maestranze.

Rivendichiamo un controllo vero sulla gestione del Fondo Cinema: i soldi pubblici devono servire al lavoro e alla cultura, non ai profitti delle multinazionali.

Anche per questo, il 18 aprile i Lavoratori e le Lavoratrici delle produzioni cinematografiche e audiovisivi si riuniranno in Assemblea al circolo ARCI di via dei Monti di Pietralata 16 a Roma alle ore 10.00

Costruiamo insieme un’alternativa a questo sistema deregolamentato che ha agevola solo l’interesse delle multinazionali e delle case di produzione stritolando diritti, salario e dignità!

 

USB Lavoro Privato
Coordinamento Cinema e Audiovisivo