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Cooperative sociali: no al rinnovo farsa, vogliamo aumenti salariali veri. Blitz e striscione alla sede Legacoop di Roma

Nazionale -

USB Cooperative Sociali aveva annunciato un autunno caldo: ieri, lasciando uno striscione alla sede di Legacoop con un blitz, siamo tornati a battere il martello sulla questione del rinnovo contrattuale nazionale delle cooperative sociali, stantio da quasi dieci anni e ad appannaggio esclusivamente di associazioni datoriali e sindacati concertativi. Lo abbiamo fatto ribadendo le posizioni espresse al presidio ed incontro alla sede di Legacoop, a Roma, durante lo sciopero generale dello scorso 24 maggio, così come nella diffida espressa a Confcooperative, sempre a Roma, con un'azione durante il corteo nazionale del 24 giugno.

Questo rinnovo deve contenere migliorie significative per i lavoratori e le lavoratrici, partendo dall'innalzamento della paga oraria, che è al di sotto dei 10€, dalla cancellazione del sistema della Banca Ore e del part-time involontario.

Stiamo parlando di una fetta di forza lavoro molto grande nel nostro paese, che svolge un servizio essenziale per la comunità sociale e che nonostante la sua importanza versa in condizioni di semi-povertà: guadagnando poco rispetto ad un costo della vita in costante aumento e lavorando tante ore. I lavoratori e le lavoratrici delle cooperative sociali si trovano costantemente di fronte a doppi turni per chi lavora in residenze ed ospedali, o spezzati massacranti per chi opera nella domiciliare a causa della mancanza di personale, con il rischio che gli straordinari vengano congelati nella Banca Ore, senza chiarezza sulla metodologia di remunerazione.

Chi lavora nel settore si trova alla mercé dei padroni, che sguazzano in questo sistema incassando denaro dall'Asl senza ripartirlo adeguatamente nel servizio e soprattutto a coloro che lo fanno funzionare, tutti i giorni, dalla mattina alla sera. Tutto questo con il beneplacito di Cgil-Cisl-Uil, che si riempiono la bocca di "democrazia" e rispetto della Costituzione, mentre escludono altre organizzazioni sindacali rappresentative da quei tavoli. Per i sindacati complici è, infatti, necessario mantenere il primato che sta alla base del patto di concertazione, sottoscritto trent'anni fa: essere gli unici interlocutori delle associazioni datoriali, mediando quel poco che basta per non perdere la faccia e facendo ingoiare un boccone amaro dopo l'altro alla classe lavoratrice.

L'Unione Sindacale di Base non vuole entrare in questo schema, ma vuole romperlo, perché il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici passa essenzialmente da un adeguato salario e condizioni lavorative più che dignitose: bisogna porre un freno ad una condizione di sfruttamento generalizzata, denunciandola con forza e ogni mezzo necessario. Non bisogna rassegnarsi, ma continuare a lottare, perché la partita si giocherà fino alla fine dell'anno: bisognerà essere pronti quando le situazioni lo richiederanno.

Con questo striscione comunichiamo che la stagione delle lotte per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici delle Cooperative Sociali è ricominciata, non molleremo di un centimetro.