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Argomento:

Dal 30 ottobre alla manifestazione nazionale del 12 dicembre: il pubblico impiego si mobilita. Contro la finanziaria dei tagli e del riarmo, governo Meloni dimissioni!

Nazionale -

Lo sciopero generale del 30 ottobre ha aperto una stagione di mobilitazioni che ha messo al centro anche il protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici pubblici contro la guerra e le diseguaglianze, per il salario e la difesa dello Stato sociale. Dall'assemblea nazionale al Colosseo, scaturita dall' acampada finale nella giornata di sciopero generale, USB ha lanciato una campagna contro il carovita, contro il riarmo e per l'aumento di salari e pensioni. Questo percorso incrocia quello della legge di bilancio in Parlamento. Il lavoro pubblico è uno dei settori che la finanziaria 2027 colpisce più duramente.

Il turn over per il 2027 scende al 75% nelle amministrazioni dello Stato, negli enti di ricerca, nell'AFAM e per i professori universitari. Più carico di lavoro per chi resta, in uffici che hanno già organici inadeguati e carenze nei servizi offerti al cittadino.

Nella scuola sono previsti pesantissimi tagli agli organici: quasi 7 mila posti nel 2027, depauperando ulteriormente l'istruzione pubblica.

Il governo interviene anche nella Sanità, dove un Fondo sanitario di 146,3 miliardi è insufficiente per coprire i reali bisogni. Le Regioni stimano che i 2,4 miliardi aggiuntivi coprano appena un terzo di quanto chiesto, mentre la spesa resta intorno al 6,2-6,3% del PIL, sotto la media di molti Paesi europei. 

Si finanzia un voucher da 300 euro per gli over 75, spingendoli verso il privato, invece di rafforzare gli ospedali e i servizi pubblici.

Mentre si tagliano scuola, ricerca, sanità e servizi, non si stanziano risorse aggiuntive per i contratti a fronte di una galoppante inflazione e si continua a destinare risorse al riarmo.

Non possiamo stare a guardare: rilanciamo con una serie di tappe di avvicinamento alla grande manifestazione nazionale del 12 dicembre a Roma al grido “governo Meloni dimettiti”.

Ci troverete nelle piazze:

• 13 novembre - presidio a Palazzo Chigi in occasione dell'incontro col Governo sulla legge di bilancio, per portare le nostre rivendicazioni a chi vuole far pagare la crisi ai lavoratori e alle lavoratrici;

• ⁠20 novembre - sciopero di scuola, università, ricerca e AFAM, nella giornata dello sciopero internazionale degli studenti. 

• ⁠11 dicembre, Palazzo Vidoni: manifestazione di tutto il pubblico impiego sotto il Ministero della Funzione Pubblica. Per contratti veri, assunzioni, stabilizzazione dei precari e contro il dirottamento delle risorse al riarmo a scapito del welfare.

Pretendiamo aumenti che recuperino il potere d'acquisto delle retribuzioni, assunzioni che almeno compensino i pensionamenti in tutti i settori, la fine della precarietà e più fondi per istruzione, sanità e ricerca. Al governo, che propone solo tagli, blocco del turn over e investimenti in armamenti, l’USB risponde portando in piazza la vera ricchezza di questo paese: i lavoratori e le lavoratrici.

12 dicembre manifestazione nazionale a Roma!