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Dalla legge di bilancio un colpo di mano contro la ricerca pubblica; 11 e 12 novembre presidi al CNR, mercoledì 13 manifestazione a Montecitorio

Roma -

La legge di bilancio attualmente in discussione al Senato presenta due articoli che di fatto affossano definitivamente la Ricerca Pubblica, da un lato riducendo con l’art.29 la capacità assunzionale degli Enti, dall’altro con l’art.28 che istituisce l’Agenzia Nazionale della Ricerca che gestirà i finanziamenti e i programmi di ricerca sia degli enti pubblici che di quelli privati.

L’art.29, già diventato famigerato tra i lavoratori precari, oltre a rappresentare un bell’ostacolo per lo sviluppo degli EPR, rischia di essere la pietra tombale sulla strada della stabilizzazione dei precari della Ricerca che stanno portando avanti un duro scontro con le direzioni dei propri enti, che alla stabilizzazione prediligono l’assunzione baronal-clientelare, mascherata da meritocratizia. Siamo chiaramente di fronte ad un intervento di quell’apparato burocratico al servizio della UE che ha sempre mal digerito la, molto relativa, flessibilità di cui hanno goduto gli Enti di Ricerca. L’ennesima dimostrazione che il settore pubblico in questa UE non ha futuro, specie se al servizio della collettività e non del profitto.

L’agenzializzazione della ricerca, che incombeva da anni sul destino degli EPR, trova oggi realizzazione nell’art.28 che attraverso questa agenzia infiltra subdolamente il finanziamento alla ricerca privata nel sistema pubblico compiendo, al contempo, un grande passo in avanti verso la privatizzazione del sistema di Ricerca Pubblica. I Ministeri vigilanti vengono di fatto esautorati delle proprie funzioni rispetto agli Enti e non si comprende più quale ruolo debba avere ancora il MIUR.

Riteniamo che il combinato disposto di questi due articoli, insieme al patto per la Ricerca, rappresenti un vero e proprio colpo di mano con lo scopo di consegnare definitivamente il sistema ricerca all’impresa privata, scippando quello che abbiamo sempre ritenuto fosse un patrimonio del Paese, inteso come cittadinanza, come committenza sociale.

La Ricerca che serve realmente è, invece, quella che ha come scopo il miglioramento della qualità della vita e non quella che ha come unico obbiettivo il profitto; quella che può svolgere un ruolo importante nell’emergenza climatica e nella difesa dell’ambiente e non quella che considera il pianeta solo un luogo da sfruttare; quella che tutela salute dei cittadini e quella che sulla salute vuole lucrare.

Noi vogliamo la prima! Quella al servizio della collettività. Una Ricerca pubblica, ben ‘governata’, deprecarizzata, finanziata, regolata da un comparto contrattuale che attragga i giovani e non li faccia fuggire. Questo stiamo proponendo al Parlamento. Per questo intendiamo lottare.

 

Lunedì 11 e martedì 12 novembre dalle ore 10,30

PRESIDIO DAVANTI AL CNR

Mercoledì 13 novembre ore 10,30

MANIFESTAZIONE A MONTECITORIO

PER UNA RICERCA PUBBLICA E INDIPENDENTE

PER LA STABILIZZAZIONE DI TUTTI I PRECARI

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