Dalle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici sostegno alla manifestazione operaia del 23 maggio ore 14 piazza della Repubblica Roma
Manifestazione nazionale 13 maggio ore 14 piazza della Repubblica, Roma
Manifestazione nazionale 13 maggio ore 14 piazza della Repubblica, Roma
C'è un minimo comune denominatore che ormai da almeno due anni caratterizza l'azione sindacale dell'Usb e che ha attraversato le potenti mobilitazioni dello scorso autunno fino allo sciopero generale del 18 maggio: ê il nesso profondo tra l'opposizione alla guerra e alle politiche di riarmo e la necessità di rimettere al centro le questioni sociali, dal salario, alla battaglia contro il carovita e per il rilancio del welfare.
La connessione profonda tra questi temi ê rappresentata dalle scelte economiche e politiche del governo Meloni e dall'obbedienza ai due vincoli che stanno facendo sprofondare le condizioni di vita di milioni di lavoratrici e lavoratori: da un lato l'innalzamento al 5 % del Pil per le spese militari, per obbedire ai diktat imposti dalla Nato, dall'altro la riduzione delle spese sociali per obbedire a quel Patto di stabilità europeo che sta strangolando l'economia del nostro paese.
Ê esattamente dentro la rottura di questi doppi vincoli che esiste la possibilità del cambiamento e la prospettiva di costruire una visione del paese che sia orientata alla pace e al miglioramento delle condizioni sociali del mondo del lavoro.
Rivendicare contratti veri, reintrodurre un meccanismo di adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, assicurare pensioni dignitose, significa automaticamente scardinare quel sistema della guerra che indirizza tutte le risorse pubbliche verso la folle corsa al riarmo.
La nostra solidarietà con i popoli oppressi dalle mire barbare e predatorie di Israele e degli Usa con la connivenza della UE, si gioca anche e soprattutto a casa nostra attraverso la capacità di mettere al centro le questioni sociali e mutare radicalmente le priorità politiche del paese dalla guerra alle finalità sociali.
La manifestazione operaia convocata da Usb per sabato 23 maggio a Roma risponde a questa esigenza e interessa pertanto tutto il mondo del lavoro.
Non solo perché l'emergenza salariale e la lotta al carovita costituiscono emergenze comuni, ma anche perché l'opposizione ai processi di deindustrializzazione nel settore operaio sono gli stessi che come lavoratrici e lavoratori pubblici conduciamo da sempre contro la privatizzazione della sanità, della scuola e in generale dei servizi pubblici.
La necessità di un intervento pubblico nei settori strategici dell'economia (siderurgia, energia, trasporti, telecomunicazioni, etc.) ê lo stesso intervento che nel mondo del lavoro pubblico rivendichiamo nei confronti del welfare.
Vogliamo rinnovi contrattuali veri e almeno adeguati al costo reale della vita, vogliamo rilanciare il welfare, vogliamo uno Stato erogatore di servizi pubblici e non piegato alle logiche della guerra e delle politiche di riarmo.
Questo ê lo spirito con il quale come lavoratrici e lavoratori pubblici parteciperemo alla manifestazione nazionale del 23 maggio.
Vogliamo uno Stato sociale e non uno Stato di guerra!