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Decreto sulla parità di retribuzione tra lavoratrici e lavoratori: un'altra scatola vuota. 9 Marzo, sciopero generale

Nazionale -

USB è intervenuta all'audizione della XI Commissione Lavoro pubblico e privato sullo schema di decreto legislativo sul principio della parità di retribuzione di genere in base alle direttiva UE 2023/970.
L'ennesima scatola vuota del Governo, esercizio inutile nel superamento delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro e scollegato dalla realtà rispetto al tema del gender pay gap, dei part-time obbligatori e delle dimissioni forzate che sono oggi un problema strutturale. I numeri parlano chiaro: il 70% delle dimissioni volontarie (oltre 60.000 l'anno) sono rassegnate da madri con figli sotto i 3 anni, il 41% delle giovani madri lavora part-time e nella maggior parte dei casi obbligate dall'assenza di servizi.
In un contesto in cui i salari sono inadeguati al costo della vita, i servizi pubblici vengono tagliati e le risorse vengono spostate su guerra e riarmo, con questo decreto il Governo prova a mettere una toppa ad un problema struturale dando un ulteriore strumento di discrezionalità ai datori di lavoro, gli stessi che operano discriminazioni salariali e di genere nei luoghi di lavoro. Non vi è infatti traccia di intervento su quei contratti integrativi (firmati anche da CGIL, CISL e UIL) che nella loro quasi totalità discriminano le lavoratrici come nel caso di esclusione delle donne in maternità o in aspettativa per vari motivi dai premi di produzione.
USB ha ribadito quindi la necessità di interventi concreti, di investimenti per salari dignitosi, di tutele reali per conciliare lavoro e vita, di un welfare pubblico e universale che liberi le donne dal ricatto del lavoro domestico e dalla precarietà forzata.
Sono questi i temi al centro dello sciopero generale del 9 Marzo e dell'iniziativa di domani 5 Marzo online alle h. 17 “Guerra alle donne: il prezzo del riarmo è sulle nostre spalle”.