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DIFESA SERVIZI SPA: RDB P.I. , INDISPENSABILE UN RIPENSAMENTO

IL PARLAMENTO DIA UNO STOP COME PER LA PROTEZIONE CIVILE S.P.A.

Roma -

La RdB Pubblico Impiego settore Difesa valuta positivamente l’intervento di alcune personalità politiche, direttamente coinvolte nella discussione sul processo di trasformazione della Pubblica Amministrazione, che avanzano dubbi sul progetto di privatizzazione di funzioni e attività essenziali delle Forze Armate auspicando un ripensamento sulla Difesa servizi S.p.A..

 

“Applicare criteri privatistici in un’amministrazione delicata come quella della Difesa è un’operazione che ci preoccupa molto”, afferma Massimo Solferino, RdB P.I. Difesa “Nei testi legislativi presentati in materia dal 2008 vengono unite particolarità tipiche delle aree militari, in cui viene riconosciuta una sorta di extraterritorialità, ad attività commerciali, come quella della produzione di energia, che normalmente rispondono a criteri completamente diversi. In questo senso l’energia elettrica potrebbe diventare un bene a controllo militare e proprio una delle norme già approvate parla di strutture di produzione energetica a fini strategici, definizione con cui si identifica la realizzazione di centrali nucleari”.

 

Precisa Solferino: “Non  pensiamo che per realizzare questi servizi ci sia bisogno di una struttura militare trasformata in SpA.  Il fatto poi che questa trasformazione avvenga con 4 norme inserite in finanziaria, senza discussione parlamentare, senza che queste stesse norme precisino esattamente compiti e funzioni della Difesa Servizi, ci allarma molto”.

 

“Inoltre la trasparenza e la comunicazione su a tutta questa operazione è stata insignificante – sottolinea il rappresentante RdB -  e tale giustificare molti dubbi sul campo d’azione che tale società potrà avere in futuro. Una delle attività di Difesa Servizi Spa include infatti la promozione per la vendita di armamenti attraverso Finmeccanica, mentre la nostra legislazione attribuisce allo il Stato controllo delle aziende private di armamenti. Per tutte queste ragioni auspichiamo che da parte del Parlamento arrivi un fermo a questa trasformazione, così come è avvenuto per la Protezione Civile S.p.A.”, conclude Solferino.

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