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DIRITTO ALLA CASA: CHIUDERE L'ATER PER TUTELARE GLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI

MANIFESTAZIONE DAVANTI L’ATER DI ROMA

 

Giovedì 29 novembre

 

Lungotevere Tor di Nona 1 - ore 10.30

Roma -

Dopo che la Giunta Marrazzo, spinta dai sindacati confederali, SUNIA, SICET, UNIAT, ha approvato l’aumento generalizzato del 20% degli affitti  degli alloggi popolari (con l’esclusione delle sole fasce A e B), in questi ultimi mesi stanno arrivando agli inquilini ATER i nuovi affitti con forti aumenti indiscriminati. Questi aumenti colpiscono in particolare gli inquilini più deboli, perché l’applicazione fatta dal Presidente dell’ATER avv. Petrucci appare come discrezionale.

 

Così, dopo la truffa di una transazione che ha costretto più della metà degli inquilini che pagano regolarmente gli affitti a versare somme arretrate senza aver avuto la possibilità di riscontrare l’esistenza delle morosità, l’ATER di Roma sta continuando a inviare a tutti gli inquilini lettere inquietanti con la richiesta di nuovi presunti arretrati.

Inoltre l’ATER intende condizionare la sanatoria degli occupanti senza titolo al pagamento di ben 21.000 € di sanzione e migliaia di euro di arretrati, calcolati in base ai canoni sanzionatori snaturando in questo modo il principio stesso della sanatoria.

 

Di fronte ad una azienda che non fa nulla per gestire questo importante patrimonio di edilizia pubblica e carica sugli inquilini il deficit di 1 miliardo di euro (2000 miliardi di vecchie lire) accumulato per cattiva gestione, l’ASIA-RDB manifesta per la chiusura dell’ATER e la tutela dei diritti degli inquilini della case popolari.

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