Diritto di sciopero: Italia condannata dal comitato europeo diritti sociali su ricorso USB per violazione della carta sociale europea. Chiediamo incontro urgente al governo
Il CEDS, Comitato europeo dei Diritti Sociali, organo del Consiglio d’Europa, ha dato ragione a USB che nel 2022 aveva presentato un articolato ricorso - con l’assistenza del professore Giovanni Orlandini docente di Diritto del Lavoro Università di Siena e degli avvocati Danilo Conte e Marco Tufo - sulla legge 146/ 90 e successive modifiche e sull’operato della Commissione di Garanzia sul diritto di Sciopero denunciando violazioni della Carta Sociale Europea.
In particolare il CEDS si è espresso, censurandole, sulle seguenti violazioni denunciate da USB:
- Impropria estensione della qualifica di “servizi essenziali” a settori lavorativi che non ne erogano
- Introduzione dell’obbligo di indicare la durata dello sciopero e la sua conclusione
- Previsione della cd “rarefazione oggettiva” tra uno sciopero e l’altro e individuazione di periodi di esclusione dallo sciopero
Vengono così demoliti tre pilastri della legge 146 che hanno fortemente indebolito il diritto di sciopero negli ultimi trentacinque anni anche con il consenso di Cgil, Cisl e Uil. Viene di fatto censurato anche l’operato della Commissione di garanzia che, sostituendosi al Parlamento, ha inasprito ulteriormente le restrizioni previste dalla legge e persegue tuttora l’obiettivo di allargare oltre misura la sua sfera di applicazione anche a settori lavorativi finora rimasti esclusi.
Secondo le norme che regolano i rapporti tra Governi e Consiglio d’Europa ora il Governo italiano è tenuto a intervenire immediatamente per eliminare le restrizioni al diritto di sciopero censurate dal CEDS.
Questa indubbia vittoria di USB consentirà di dare ancora più forza alle lotte nei luoghi di lavoro e alle mobilitazioni contro la guerra e i decreti sicurezza con cui si cerca di mettere ulteriori bavagli al movimento dei lavoratori.