AREA STAMPA

Dipartimento Comunicazione

Tel./Phone:
(+39) 3456712454

Fax:
(+39) 06 54070448

e-mail:
areastampa@usb.it

Roma, via dell'Aeroporto 129

Argomento:

Electrolux: 1700 esuberi sono una dichiarazione di guerra al lavoro industriale

Nazionale -

Il piano presentato da Electrolux segna un salto di qualità nello smantellamento industriale del Paese. Dietro la retorica della “riorganizzazione” e della “competitività” si nasconde una scelta precisa: scaricare sui lavoratori il costo della crisi del modello industriale europeo, salvaguardando margini, dividendi e interessi finanziari.

1700 esuberi, la chiusura di Cerreto d’Esi, il ridimensionamento produttivo degli stabilimenti italiani e la concentrazione sulle sole fasce premium rappresentano una scelta di arretramento industriale e sociale che colpisce migliaia di famiglie e interi territori.

L’impatto del piano annunciato non si fermerà ai soli dipendenti diretti. La riduzione dei volumi, la chiusura di produzioni e il ridimensionamento degli stabilimenti rischiano di colpire pesantemente anche l’indotto, le aziende collegate, gli appalti e l’intera rete di lavoro che ruota attorno ai siti Electrolux.

Electrolux ha gettato la maschera. Altro che rilancio industriale: siamo davanti all’ennesima multinazionale che utilizza il lavoro come variabile dipendente, dopo anni di sacrifici imposti ai lavoratori in nome della “salvezza” del gruppo. Gli stessi lavoratori che nel 2022 avevano già pagato pesantemente attraverso esuberi, accordi difensivi e peggioramenti organizzativi vengono nuovamente messi sotto attacco.

La questione Electrolux non riguarda soltanto un’azienda. Dentro questa vertenza c’è la crisi generale del modello produttivo europeo e italiano. Un sistema che lascia mano libera ai grandi gruppi multinazionali, accetta la desertificazione industriale, subisce la competizione globale senza alcuna strategia pubblica e continua a considerare il lavoro un costo da comprimere.

I numeri presentati dall’azienda parlano chiaro: energia, materie prime, costo del lavoro, concorrenza asiatica, dumping industriale. Ma mentre i governi europei spendono centinaia di miliardi in riarmo, guerra ed economia militare, nessuno costruisce una vera politica industriale pubblica capace di difendere occupazione, produzioni strategiche e salari.

È esattamente ciò che denunciamo da tempo. Attraverso il lavoro operaio passano tutte le trasformazioni in atto: la ristrutturazione industriale, la guerra economica globale, la precarizzazione, l’impoverimento sociale, la subordinazione totale delle produzioni agli interessi della finanza.

La convocazione del tavolo presso il MIMIT per il prossimo 25 maggio deve servire ad aprire un confronto vero e vincolante. USB andrà a quell’incontro per chiedere il ritiro del piano degli esuberi, la salvaguardia integrale dell’occupazione diretta e dell’indotto, il mantenimento delle produzioni in Italia e la presentazione di un piano industriale reale, fondato su investimenti, volumi produttivi, prospettive di mercato e garanzie sito per sito.

Non accetteremo un tavolo costruito per accompagnare il ridimensionamento o per gestire socialmente gli esuberi. Il Governo deve assumersi la responsabilità politica della vertenza, pretendendo da Electrolux impegni chiari sul futuro industriale del Paese, a partire dagli stabilimenti direttamente coinvolti dal piano annunciato.

USB ha proclamato un primo pacchetto di 8 ore di sciopero. La vertenza Electrolux deve uscire immediatamente dal perimetro aziendale ed entrare in una dimensione nazionale, perché riguarda il futuro della produzione industriale, dell’occupazione, dell’indotto e delle filiere strategiche del Paese.

La chiusura di stabilimenti, la riduzione dei volumi, il continuo spostamento produttivo verso aree a basso costo dimostrano il fallimento completo di un modello fondato sulla competizione salariale e sulla totale libertà dei capitali.

Per USB è necessario costruire una risposta generale del mondo del lavoro.

Per questo il 23 maggio saremo a Roma nella Manifestazione Nazionale Operaia. Una manifestazione che parte dalla centralità del lavoro industriale ma parla all’intero mondo del lavoro, a chi produce ricchezza e continua a pagare crisi, inflazione, precarietà, guerra e smantellamento sociale.

Da Electrolux a Jabil, da STMicroelectronics ad Acciaierie d’Italia, le vertenze industriali stanno mostrando una verità sempre più evidente: senza organizzazione, conflitto e mobilitazione generale il lavoro continuerà a essere sacrificato agli interessi dei grandi gruppi multinazionali e della finanza.

Invitiamo i lavoratori Electrolux alla massima mobilitazione, alla partecipazione allo sciopero e alla manifestazione nazionale del 23 maggio.

Ora bisogna alzare il livello dello scontro.

 

USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale