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Argomento:

Falso l’aumento della tassazione sul TFR dal 2027. Vera la diminuzione del valore dei salari. Usb: finanziamo stipendi e welfare invece delle guerre

Roma -

Nei giorni scorsi si è sparsa la notizia, soprattutto sui social, di un aumento della tassazione sul Trattamento di fine rapporto (TFR) che sarà liquidato da gennaio 2027.

L’allarme è scattato a seguito dell’abrogazione dell’art. 1, comma 9, della Legge 296/2006, prevista dal nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), approvato con Decreto Legislativo 19 giugno 2026, n. 117 (art. 376, comma 1, lettera ppp).

La norma abrogata prevedeva che alle imposte dovute dalle persone fisiche sui trattamenti di fine rapporto, sulle indennità equipollenti e sulle altre indennità e somme connesse alla cessazione del rapporto di lavoro, si applicassero, se più favorevoli, le aliquote e gli scaglioni di reddito vigenti al 31 dicembre 2006. Una norma di salvaguardia favorevole ai lavoratori.

In verità, il riordino della normativa fiscale effettuato con il nuovo TUIR non abolisce la norma di salvaguardia, che viene riproposta all’art. 21, comma 11, del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi.

Le lavoratrici e i lavoratori a cui sarà erogato il TFR da gennaio 2027 potranno quindi continuare ad usufruire, se più favorevole, della norma fiscale di salvaguardia confermata nel nuovo TUIR.

Se l’allarme sull’aumento della tassazione sul TFR era infondato, è vero invece che i salari non reggono il passo con l’inflazione e l’aumento dei prezzi, continuando ad essere ben al di sotto della media dell’Unione Europea.

Mentre le grandi compagnie energetiche, i grandi istituti bancari, accumulano ricchezze e plusvalore, i lavoratori dipendenti e i pensionati s’impoveriscono.

Invece d’inseguire il mito della tassa piatta, che avvantaggia i grandi patrimoni, il governo farebbe bene a seguire il principio costituzionale della tassazione progressiva: chi più ha più deve contribuire con la tassazione a finanziare il Welfare pubblico del Paese. Ma è impossibile che ciò accada, dal momento che l’attuale presidente del consiglio ha sempre sostenuto che non bisogna disturbare chi produce ricchezza, riferendosi evidentemente agli imprenditori, mentre il ministro degli esteri ha recentemente affermato che a parlare di tasse gli viene l’orticaria. Ai lavoratori l’orticaria viene a guardare i dati dell’evasione fiscale e contributiva, che toglie risorse alla collettività.

USB continuerà a lottare e a mobilitare le lavoratrici e i lavoratori per rivendicare l’aumento delle retribuzioni e delle pensioni e maggiori risorse per scuola, ricerca e sanità pubbliche, investendo nel bene comune i fondi destinati a portare distruzione e morte negli scenari di guerra o a favorire futuri conflitti.