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FIAT: PAPI (USB), MARCHIONNE CONFERMA IL SUO RUOLO DI APRIPISTA PER IL PADRONATO ITALIANO

Roma -

“Quello che avevamo ipotizzato si è avverato: Marchionne ha ribadito punto per punto che il progetto ´Fabbrica Italia` mira allo smantellamento di ogni diritto e garanzia, senza peraltro alcuna assicurazione per i volumi produttivi e occupazionali nel nostro paese”, così Emidia Papi, dell’Esecutivo nazionale dell’Unione Sindacale di Base, sull’incontro odierno fra Fiat , sindacati ed enti locali.

 

“Trasferimento in Serbia delle produzioni precedentemente previste a Mirafiori; applicazione di nuove regole contrattuali stile Pomigliano, stabilimento per stabilimento, con il definitivo affossamento del Contratto Nazionale; creazione della NewCo con il licenziamento/riassunzione alle nuove condizioni dei lavoratori napoletani, sono i punti salienti del nuovo corso Fiat – evidenzia Papi - la quale conferma così il suo ruolo di apripista per il padronato italiano tutto. Già infatti non si contano le aziende che chiedono di seguire la stessa prassi sotto il ricatto del trasferimento all’estero delle produzioni”.

 

Aggiunge la dirigente USB: “Non sorprendono le dichiarazioni di Bonanni, che è con la Fiat `senza se e senza ma´ purché si resti all’interno delle nuove regole, e cioè dell’accordo di Pomigliano respinto, ricordiamo, da circa il 40% dei lavoratori. Anche la CGIL si dice d’accordo con il progetto ´Fabbrica Italia`, limitandosi ad invitare la Fiat affinché si possa rivedere qualcosa dell’accordo di Pomigliano. Sintomatiche, a questo proposito, le blande posizioni espresse della Fiom, che non mettono a fuoco la gravità della situazione”.

 

Conclude Papi: “Non sarà così semplice per Marchionne raggiungere i suoi obiettivi. Già stamattina una prima dimostrazione è venuta dal presidio a Torino dei lavoratori di Mirafiori e dalle contestazioni rivolte ai sindacati collaborativi presenti all’incontro. Nelle prossime settimane sarà questo il banco di prova con cui ci misureremo, per impedire che a comandare siano le sole logiche del profitto e della competitività”.

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