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FIUMICINO: PROSEGUE COMPATTO LO STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE DELLA DOGANA

Lavoratori pronti ad inasprire la lotta se non ci saranno risposte dall’Amministrazione

Roma -

Il personale della Dogana di Fiumicino, stanco di promesse, prosegue nello stato di agitazione. Dopo una prima serie di assemblee svolte nel mese luglio, che hanno ottenuto il risultato il ripristino dei fondi accessori per lo straordinario che la Direzione regionale della Agenzia delle Dogane intendeva tagliare, i lavoratori chiedono ora interventi urgenti su altre questioni prioritarie.

 

In primo luogo l’aumento del personale: mancano circa 4000 unità in tutte le Dogane di Italia, a fronte di un organico già ridotto in base ad un accordo sottoscritto da CGIL, CISL, UIL e SALFI.

Le RdB-CUB hanno portato avanti con coerenza la stessa linea su tutti i tavoli e a tutti i livelli, non hanno sottoscritto l’accordo nazionale sulla riduzione delle piante organiche, e non  comprendono come l’applicazione di tale accordo possa essere la soluzione per i problemi di Fiumicino, così come affermato di recente dalle organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo in questione.

 

In secondo luogo i lavoratori rivendicano interventi  atti a garantire l’igiene e la sicurezza - anche fisica - del personale, ed a contrastare lo scadimento qualitativo del servizio. Un servizio che sono costretti a svolgere senza computer, senza cartoleria e senza rispetto del prorio ruolo, considerato il fatto che i lavoratori debbono essere sottoposti al controllo sulla persona mediante detector per accedere ai loro uffici.

 

Pertanto, se il Governo non chiarirà quale futuro e quale ruolo dovrà avere la Dogana, mettendo in atto risposte concrete alle richieste avanzate, i dipendenti delle Dogane di Fiumicino sono pronti ad  adottare forme di lotta ancora più incisive, per difendere non solo il salario, ma anche i diritti e la dignità dei lavoratori.

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