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Giornata internazionale di lotta contro il traffico di armi nei porti: 30 ottobre data storica del movimento operaio contro la guerra

Livorno
Nazionale -

La giornata internazionale di lotta dei portuali che ha visto coinvolti circa 115 Portii in 22 paesi di 5 continenti, iniziata con il primo presidio alle 6.00 di mattina nel porto di Melbourne in Australia e conclusasi con l'ultimo rally presso il porto di Oakland e San Francisco in California.
Durante la giornata sono arrivate testimonianze degli scioperi e delle manifestazioni convocate da più di 25 organizzazioni sindacali rappresentative del lavoratori portuali di tutto il mondo tutte con lo stesso slogan "il portuale non lavora per la guerra".
Gli scioperi più corposi sono registrati all'area del Mediterraneo dove la CGT in 24 porti francesi Francia, L'USB e l'Orsa Porti in 9 porti italiani, l'Enedep in 10 porti greci e Liman-Is in 3 porti Turchi hanno indetto scioperi di 24 ore con adesioni elevatissime. Allo stesso tempo in moltissime nazioni i rispettivi porti sono stati convocati scioperi di durate minore come l'Odt nel porto di Tangeri Med, il più grande del Mediterraneo, il Lab nei porti dei Paesi Baschi, così come in diversi porti della Spagna da parte di altre sigle, il Segadamelin Peo a Cipro, mentre lo sciopero originariamente convocato dalla federazione del WTWFI in 11 porti dell'India è stato sospeso a causa delle avverse condizioni meteorologiche.
In tantissime altre realtà sono stati chiamati picchetti e dimostrazioni: in molti porti del Nord Europa a partire dal porto di Amburgo da parte del sindacato Ver.Di, a Dublino e Cork dal sindacato Siptu così come presidi si terranno nelle prossime ore anche nei porti dei Veracruz nel Messico e anche in altri porti del Sud America, in particolare di Espirito Santo e Itajal in Brasile e Montevideo in Uruguay.
Questa grande iniziativa è stata sostenuta da tantissime manifestazioni di supporto da molte federazioni sindacali nazionali e internazionali di tutto il mondo che vogliamo ringraziare ma, in particolare, vogliamo ricordare il sostegno proveniente dalle associazioni palestinesi come da parte di quelle dell'isola Cuba. Il rigetto del genocidio palestinese così come la condanna del blocco del popolo cubano sono elementi centrali nella dichiarazione di Istanbul, che rimane la bussola di questa grande giornata di lotta.
In Grecia sono scesi in lotta i lavoratori e lavoratrici di molti altri settori in particolare nella zona del Pireo e dell'Attica, mentre in Italia i portuali sono stati abbracciati da uno dei più grandi scioperi generali della storia.
La giornata di lotta internazionale è stata un'azione di contrasto concreta che ha voluto colpire i traffici di morte: considerando solo gli scioperi di 24 ore, sono stati bloccati circa 55.000 container che, secondo le stime fornite da NHG, ha causato un costo di 60 milioni di Euro. A questi devono essere aggiunti i costi per i ritardi successivi, gli effetti specifici dello sciopero generale in Italia e il coinvolgimento di un numero maggiore di porti che si sono fermati per meno ore.
Ma soprattutto, il grande valore di questa giornata è rappresentato dall'enorme sforzo di solidarietà internazionale fatto dai portuali: hanno dimostrato che i lavoratori e le lavoratrici possono andare oltre le differenze, possono fermare la guerra, possono contrastarne gli effetti deleteri su salari e servizi pubblici, possono dire no alla militarizzazione delle infrastrutture e dell'intera società e all'automazione delle banchine.
Aver portato a termine con successo questa giornata dimostra che questa è la strada giusta: il lavoro, i lavoratori e lavoratrici non vogliono essere più complici del sistema della guerra e da domani si inizia a lavorare affinché la prossima volta possiamo essere più settori e più paesi.

Unione Sindacale di Base

In allegato foto della mobilitazione, in aggiornamento