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GIUSTIZIA: I PIANI DEL MINISTRO NON INCLUDONO I LAVORATORI

DELUDENTE INCONTRO CON ALFANO, RDB CONFERMA LO STATO DI AGITAZIONE

Roma -

Si è svolto ieri il previsto incontro delle organizzazioni sindacali con il  Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Nel corso dell’incontro è stato reso noto che il progetto di  riforma della Giustizia sul quale il Ministero ha lavorato in questi mesi riguarda la modifica della Costituzione, dei codici Penale e Civile e la nuova edilizia carceraria. Tale progetto non include problemi come la riqualificazione del personale, i tagli alle piante organiche, gli uffici al collasso ed i trasferimenti bloccati, problemi che vengono rimandati ad un successivo incontro.

 

Nel suo intervento la RdB P.I. ha ribadito che la situazione in cui versano i circa 40 mila lavoratori degli uffici giudiziari è ormai divenuta insostenibile ed ha proposto al Ministro di intervenire sui tagli del 10% della spesa chiedendo una deroga alla legge 133, che ha ridotto ulteriormente le piante organiche e bloccato gli interpelli.

La RdB P.I. ha poi domandato come si intenda portare a termine il “Processo Telematico”,  tanto pubblicizzato in ogni occasione mediatica,  quando allo stato attuale gli uffici hanno in dotazione computer obsoleti e solo un terzo dei dipendenti ha un indirizzo di posta elettronica senza alcuna certificazione. Inoltre è stato posto al Ministro il problema dell’impatto sui lavoratori delle riforme che si appresta a varare, come l’ampliamento delle competenza dei Giudici di Pace in materia civile e penale ed in materia di sicurezza sulle norme che riguardano gli extra comunitari.

 

L’On. Alfano non ha speso una sola parola di comprensione riguardo all’episodio rappresentatogli,  che ha visto una lavoratrice del Tribunale di Roma colpita violentemente in volto perché intervenuta ad impedire la sottrazione di atti in un fascicolo da parte di un utente. Il Ministro non si è parimenti espresso sull’attacco portato ai lavoratori dal Primo Presidente della Corte di Cassazione nella sua relazione inaugurale dell’Anno Giudiziario.

 

In assenza dunque di risposte concrete sulle problematiche poste, la RdB P.I. conferma lo stato di agitazione del personale, che a partire dal giorno 23 febbraio inizierà una protesta basata sul rispetto delle norme e delle procedure previste dal Codice e dalla Privacy, consapevole che questa applicazione delle mansioni avrà pesanti ripercussioni sul servizio e sulla cittadinanza.

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