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GIUSTIZIA: L'ABI NELLA GESTIONE INFORMATICA DEI PROCEDIMENTI DI ESECUZIONE IMMOBILIARE

Grazie ad una convenzione stipulata col Ministero ed il mancato rinnovo dei precari

Roma -

Il Ministero della Giustizia ha stipulato nel novembre 2006 una convenzione con l’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, per la informatizzazione degli Uffici Giudiziari nell’ambito del “Piano triennale di E-government della Giustizia civile”. La convenzione consente fra l’altro la gestione informatica in materia di esecuzioni immobiliari e fallimenti, i n un progetto finanziato interamente (con circa 3,5 milioni di euro) dalla ABI stessa.

 

Già nel 2006 le RdB-CUB Giustizia espressero la loro forte critica nei confronti di questa convenzione, in cui si ravvisò una preoccupante interferenza del settore bancario e finanziario in un campo in cui questo è sovente anche parte in causa.

 

La gestione delle procedure di esecuzione immobiliare assume inoltre rilevanti aspetti di natura sociale, in un contesto in cui le famiglie italiane sono sempre più in difficoltà nel pagamento dei muti casa e si trovano troppo spesso a perdere il bene primario in cui hanno riversato enormi sacrifici.

 

Il processo di entrata dell’ABI, attraverso la “Asteimmobili Servizi s.p.a.”, è stato di recente accelerato dal mancato rinnovo da parte del Ministero di via Arenula degli appalti con le ditte private che sino a giugno hanno gestito il servizio di “data entry” (scannerizzazione ed inserimento dati negli archivi informatici). Così, dopo un decennio di precariato, per circa un centinaio di dipendenti di due società (Insiel e Data Service) si profila il licenziamento a fine anno, e si è già ricorso alla cassa integrazione e a contratti a tempo determinato di pochi mesi. Al contempo nei tribunali, con la fuoriuscita del personale esterno, si è rasentata la paralisi per mancanza di personale. Al Tribunale di Roma, sezione Esecuzioni Immobiliari, è stato “posto rimedio” al problema contattando, verso la metà del mese in corso, la “Asteimmobili Servizi s.p.a.” con la quale è stato concordato “un intervento della citata società in fase di vendita, tendenzialmente esteso a tutte le procedure, ma mirato soprattutto ai compendi pignorati di più rilevante valore o di più difficile collocazione sul mercato immobiliare”.

 

Le RdB-CUB ribadisce la sua netta critica a queste scelte adottate dal Ministero della Giustizia, ritenendo che non solo ci sia la necessità di internalizzare i lavoratori che per anni hanno operato nei servizi informatici, ma di tutelare tutti i cittadini italiani, che hanno diritto ad una Giustizia aliena da conflitti di interesse, davanti alla quale si possa partire da condizioni di eguaglianza.

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