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GIUSTIZIA: PARTE DAL TRIBUNALE DI ROMA LA RIPRESA DELLO STATO DI AGITAZIONE

Paralisi del servizio dal 23 febbraio se dal Ministro non verranno interventi concreti

Roma -

Si è svolta questa mattina al Tribunale di Roma una partecipatissima assemblea dei lavoratori giudiziari indetta dalla RdB-CUB, dove a larghissima maggioranza è stata deliberata la ripresa dello stato di agitazione. Se dall’incontro previsto per domani con il Ministro delle Giustizia Alfano non dovessero emergere interventi concreti sulle questioni poste dal personale amministrativo, dal prossimo 23 febbraio i cancellieri si atterranno strettamente alle mansioni previste da leggi e regolamenti, con pesantissime ripercussioni sul servizio.

 

Quella del Tribunale di Roma è la prima di una nuova serie di assemblee, che la RdB-CUB ha indetto in tutta Italia per discutere le nuove iniziative di lotta contro il grave attacco in corso ai lavoratori della Giustizia ed al diritto dei cittadini di avere un servizio efficiente, efficace ed in tempi certi. Analoghe iniziative di protesta saranno pertanto assunte in tutte le altri sedi giudiziarie.

 

La RdB-CUB Giustizia, confortata dall’assemblea dei lavoratori romani, ha espresso una forte critica nei confronti delle valutazioni del Primo Presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, che nella sua relazione generale per l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2009 ha parlato di “scarsa capacità e professionalità dei dirigenti e del personale amministrativo”.

Tali valutazioni denotano quantomeno una scarsa conoscenza delle condizioni di lavoro di un personale che, sempre più ridotto numericamente e scarsamente remunerato, porta avanti i propri compiti con spirito di abnegazione e nonostante le gravi insufficienze organizzative.

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