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GIUSTIZIA: UNO SCIOPERO IRRINUNCIABILE

RdB-CUB P.I. conferma l’astensione nazionale del 5 dicembre con manifestazioni e iniziative in tutta Italia

Roma -

Si è svolta questa mattina presso la sala stampa del Tribunale di Roma la conferenza stampa indetta dalla RdB-CUB CUB Pubblico Impiego per illustrare le ragioni dello sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori giudiziari, proclamato per venerdì 5 dicembre 2008.

“Lo sciopero dei lavoratori giudiziari si inquadra in un  percorso di mobilitazione dei dipendenti pubblici, che stanno reagendo contro l’attacco trasversale in atto nei loro confronti e contro il processo di smantellamento della pubblica amministrazione”, ha esordito Giuliano Greggi della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. “Questo processo, avviato da oltre 10 anni, ha subìto un’accelerazione con il governo Berlusconi, che attraverso il decreto 112 e la successiva legge 133 ha apportato tagli consistenti a tutte le amministrazioni pubbliche, ha diminuito il salario accessorio, ha ridotti i diritti ed inasprito le sanzioni per i lavoratori”.

 

Greggi ha ricordato alcuni elementi generali sul Pubblico Impiego: un rinnovo contrattuale che si attesta sui 40 Euro netti medi mensili, di cui 8 Euro per il 2008 ed il resto nel 2009; una perdita di salario accessorio sugli 80 Euro mensili;15 miliardi di Euro di tagli alle spese di funzionamento delle amministrazioni fino al 2011, di cui 400 milioni fra 2009 e 2011 a carico del settore Giustizia.

 

Pina Todisco, responsabile Giustizia per la Direzione nazionale RdB-CUB P.I., ha poi riportato alcuni dati significativi sul personale giudiziario: mentre i magistrati sono passati dalle 8.509 unità del 1991 alle 15.809 del 2008, di cui 4.700 Giudici di Pace, registrando così un aumento di 6.300 unità, il  personale amministrativo è invece sceso dalle 52.668 unità del ’91 alle 43.702 del 2008, con una perdita di 8.500 dipendenti.  “Oltretutto - ha precisato Todisco – parliamo di piante organiche, mentre il personale effettivo ammonta a 40.350 unità e dunque la diminuzione si attesta su circa 11.000 dipendenti reali. Se inoltre verrà confermato il pensionamento di circa 4000 amministrativi entro l’inizio del nuovo anno ci sarà da preoccuparsi seriamente sul futuro dei tribunali italiani.

 

“Intanto le strutture stesse cadono a pezzi – ha aggiunto amaramente Todisco – come la sede di viale Giulio Cesare del Tribunale Civile di Roma, dove il recente crollo di un soffitto non ha provocato una strage solo perché avvenuto durante la notte. Se poi, invece di continuare ad annunciare il processo telematico, di cui si parla dal 2002, i dipendenti venissero dotati di computer non più obsoleti (o del tutto assenti come in tanti uffici), di server efficienti, che non saltano quando tutte le macchine sono collegate, e di indirizzi di posta elettronica, ora posseduti solo dalla metà del personale, forse si potrebbe parlare di un vero inizio di ammodernamento”.

 

“A queste condizioni non siamo certo in grado di fornire un servizio decente alla cittadinanza – ha concluso la dirigente RdB-CUB - ma il confronto su questi temi con i lavoratori evidentemente non sta a cuore al Ministro Alfano, a cui da maggio stiamo chiedendo un incontro mai accordato. Di conseguenza consideriamo irrinunciabile il nostro sciopero, con cui rivendichiamo seri investimenti nel settore e rispetto per un personale che dal 1980 attende una riqualificazione, al quale non si può più chiedere che il lavoro sia un quotidiano atto di eroismo”.

 

La conferenza stampa si è conclusa con l’annuncio delle principali manifestazioni a sostegno dello sciopero: a Roma corteo dalle ore 9.30 da Piazza San Marco al Ministero della Giustizia; a Palermo, con partenza da Piazza della Memoria; a Venezia-Mestre, con presidio davanti al Tribunale dei Minori; a Bologna Altre iniziative sono previste in tutta Italia.

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