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GRANDI OPERE: RIPARTIAMO DA UN PIANO CASA NAZIONALE

I MOVIMENTI DI LOTTA PER LA CASA MANIFESTANO A ROMA DAVANTI AL CONVEGNO DEL SOLE 24 ORE

Roma -

Questa mattina a Roma oltre duecento persone aderenti alla Rete Cittadina per il Diritto all’Abitare hanno manifestato di fronte al Teatro Capranica, dove era in corso un convegno sul tema delle Grandi Opere organizzato dal quotidiano Il Sole 24 Ore.

 

“Più ponti per dormirci sotto”; “Alta velocità per un piano casa subito”, riportavano ironicamente  alcuni cartelli dei manifestanti, che con questa iniziativa hanno inteso mettere in evidenza la prima Grande Opera indispensabile per il paese, ovvero un Piano Nazionale Casa a cui andrebbero assegnate risorse adeguate alla drammatica situazione esistente sul fronte alloggiativo.

I Blocchi Precari Metropolitani hanno steso uno striscione sul diritto di resistenza, in riferimento alle proteste contro le discariche a Napoli. Qualche momento di tensione all’arrivo delle forze dell’ordine, dopodiché il presidio si è protratto per circa due ore.

 

“La nostra presenza davanti al Teatro Capranica vuole rappresentare un’apertura di vertenza con il Governo Berlusconi e un’affermazione di vicinanza con quei movimenti che si battono contro il cemento della Tav, del Ponte di Messina, del Dal Molin, delle discariche campane”, ha dichiarato Paolo Di Vetta, del Blocco Precario Metropolitano. “Queste cosiddette grandi opere non solo trovano l’opposizione di molti ma devono anche dimostrare la loro utilità oggettiva. Che però siano utili a grandi profitti questo è certo, e non è un caso se nel convegno del Sole 24 Ore ministri di governo e ministri ombra trovino concordia nel programmare nuove devastazioni e nuovi saccheggi del territorio”.

 

“Fino a quando saranno i grandi potentati economici a dettare la geografia urbanistica il diritto alla casa non sarà tutelato. Le risorse messe nelle Finanziaria per le politiche abitative – prosegue Di Vetta - non solo sono inadeguate, ma lontanissime dagli stanziamenti previsti per le grandi opere. Noi invece sosteniamo un’idea di recupero urbano e di riuso del patrimonio pubblico e privato inutilizzato e chiediamo un intervento pubblico all’altezza della drammatica situazione abitativa nazionale”, conclude l’esponente del BPM.

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