I porti non devono essere complici della guerra. No alla nave della morte nel porto di Civitavecchia
Nelle prossime ore è previsto l’attracco nel porto di Civitavecchia della RO-Ro Capucine, nave battente bandiera maltese adibita al trasporto di materiale bellico per conto del Ministero della difesa. Si tratta della stessa nave più volte contestata negli scali marittimi di Livorno e Piombino e che, anche in questo caso, potrebbe accingersi a movimentare esplosivi, sistemi d’arma e mezzi militari in un porto civile. Qualche settimana fa, proprio nel porto Toscano e dentro l'acciaieria i lavoratori hanno operato sotto scorta militare caricando un treno poi bloccato durante la tratta grazie all'intervento dei lavoratori e dei movimenti antimilitaristi.
A tal proposito, come organizzazione sindacale, denunciamo come già fatto in altri porti l’utilizzo delle banchine per la movimentazione di armi da guerra e invitiamo al contempo le autorità competenti, a partire dalla Capitaneria di Porto, l'Autorità di Sistema e l'amministrazione comunale, ad intervenire con decisione. Anche per vigilare con la massima attenzione rispetto alla sicurezza di tutti gli operatori portuali e dei cittadini di Civitavecchia.
In un quadro internazionale sempre più incandescente e pericolosamente imprevedibile, non possiamo consentire che i porti civili italiani diventino strutturalmente parte dell’ingranaggio bellico e quindi potenziali obiettivi della guerra. Non possiamo accettare che i lavoratori, che stanno già pagando pesantemente gli effetti della guerra in termini di salario e inflazione, siano costretti ad essere complici delle scelte scellerate del nostro Governo che ha deciso di investire miliardi di euro nel riarmo invece che nei servizi pubblici come la sanità e l'istruzione.
Usb - Coordinamento Nazionale Porti