Ikea di Sesto Fiorentino: condannata anche in appello per comportamento antisindacale contro USB
Con la sentenza di Appello del 20 gennaio 2026, IKEA perde nuovamente in giudizio.
Oltre alla condanna alle spese legali, viene integralmente confermata la sentenza n. 1056/2024, che aveva già riconosciuto la responsabilità dell’azienda per condotta antisindacale ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori.
Questa sentenza rappresenta l’ennesima conferma di quanto USB denuncia da tempo: le RSU elette nelle liste USB sono a tutti gli effetti titolari degli stessi diritti delle RSU firmatarie del Contratto Integrativo Aziendale (CIA).
Il mancato invio delle statistiche sindacali previste dal contratto integrativo e l’assenza di informazioni preventive su numerose situazioni aziendali configurano una chiara e reiterata condotta antisindacale da parte di IKEA, azienda che continua a proclamare valori etici e rispetto dei diritti solo sul piano della comunicazione.
Questa vittoria è anche il frutto del lavoro dello Studio Legale Conte e dell’avvocato Ranfagni, che ringraziamo per il sostegno e l’impegno costante a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici.
È anche il risultato di un sindacato presente nei luoghi di lavoro e di RSU che non si fanno intimidire, che scelgono la lotta e la difesa dei diritti invece del silenzio e della complicità.
Deve essere chiaro: USB è un sindacato pienamente legittimo, di rilevanza nazionale, ed è ormai un punto fermo dentro IKEA. È il sindacato che, attraverso lo sciopero domenicale portato avanti ad oltranza, ha restituito ai lavoratori la volontarietà del lavoro festivo, sottraendola alle imposizioni aziendali.
Ben diversa è la posizione di chi a parole difende la domenica libera, salvo poi firmare CCNL che prevedono decine di domeniche obbligatorie.
La RSU USB continuerà ad essere in prima linea contro ogni ingiustizia, discriminazione e attacco al sindacato e ai suoi iscritti, perché un diritto negato a uno è un diritto negato a tutti.
LA RSU USB Ikea di Sesto Fiorentino