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IL 21 OTTOBRE È SCIOPERO GENERALE ANCHE NELLE COOPERATIVE SOCIALI E TERZO SETTORE

Roma -

COMUNICATO STAMPA

 

Anche  i lavoratori e le lavoratrici delle Cooperative Sociali e del Terzo Settore parteciperanno il prossimo 21 ottobre allo sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base, con manifestazioni territoriali in tutta Italia.

 

Da anni è in corso il generale progressivo smantellamento delle condizioni di lavoro e delle tutele contrattuali, il costante ridimensionamento della democrazia nei luoghi di lavoro, la sottrazione continua di salario e dignità.

 

Nel mondo del Terzo settore e della cooperazione sociale, i segnali di un abbandono di ogni velleità di difesa di diritti e salario sono arrivati - come un pugno in faccia - alla fine del 2012, quando Cgil Cisl Uil firmarono un rinnovo del Contratto Nazionale delle Coop Sociali (2010-2012) praticamente già scaduto, con l’inserimento dell’apprendistato per i “giovani” fino ai 29 anni, prevalenza della contrattazione territoriale, sanità privata, clausole di salvaguardia per le coop per non applicare il misero aumento di 70 euro lordo medio, nessun arretrato per i 3 anni di vacanza contrattuale, oltre a tanti “premi e cotillon” per le imprese del sociale. Da allora, seppur il CCNL era già scaduto al momento della firma, non si è più nemmeno avuto l’ardire di menzionare il rinnovo contrattuale.

 

A questo si aggiunge il progressivo disimpegno dello Stato, delle Regioni e dei Comuni da quello che rimane del welfare. Il combinato disposto con il progetto di riforma del Terzo Settore di Poletti - il ministro di Legacoop, che vorrebbe trasformare in ‘molto profit’ quelle che oramai sono delle vere e proprie imprese che speculano sulla pelle dei soggetti più deboli -  ci lascerà il conto da pagare per un’assistenza sanitaria, ai disabili ed agli anziani, sempre più privatizzata. In un momento storico in cui la popolazione si impoverisce con percentuali statistiche a doppia cifra, la riforma di Poletti ci annuncia che il welfare, da qui a poco, sarà roba per ricchi.

 

Per tutte queste ragioni e per dire NO al tentativo di Renzi di stravolgere la Costituzione per costruire il governo dei nominati, rafforzare il partito della nazione, consolidare l’autoritarismo che ha già distrutto le tutele e le garanzie del mondo del lavoro, il 21 ottobre i lavoratori e le lavoratrici delle Cooperative Sociali e del Terzo Settore scendono in lotta partecipando allo sciopero generale ea alla manifestazione nazionale del 22 ottobre a Roma, indetta dal Coordinamento per il NO sociale alla Controriforma Costituzionale.

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