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Il 3 ottobre a Genova Assemblea Generale Operativa per costruire assieme ai lavoratori portuali la mobilitazione internazionale del 30 ottobre in tutto il Paese

Genova -

I lavoratori portuali hanno lanciato per il prossimo 30 di ottobre una nuova giornata internazionale di lotta contro la guerra e la militarizzazione delle nostre società. Si tratta di una seconda giornata di lotta, dopo quella dello scorso 6 febbraio, che già conta la partecipazione di 7 sindacati con rappresentanze in almeno quaranta porti in 6 paesi diversi, che saranno investiti da scioperi e mobilitazioni in tanti paesi europei e del Nord Africa, e che potrebbe allargarsi ancora, arrivando a coinvolgere anche lavoratori di altre zone del mondo. È un segnale straordinario che dobbiamo fare di tutto per rafforzare, estendere e rendere dirompente.

I lavoratori dei porti stanno subendo, in Italia come nel resto del mondo, un attacco alle loro condizioni di lavoro dentro un clima di asservimento dei porti ai processi di riarmo. In Italia hanno subito, nell’autunno del 2024, un rinnovo contrattuale nazionale che sul piano salariale si è collocato molto al disotto dell’inflazione, applicato dalle sigle firmatarie nonostante la bocciatura ricevuta a Genova (così come in larga parte anche a Livorno e Trieste) dalla maggioranza dei lavoratori. Lo scorso 7 maggio hanno realizzato uno sciopero che ha registrato un’adesione molto alta per rivendicare il riconoscimento del loro lavoro portuale come usurante, ma il governo non ha ancora rispettato gli impegni assunti quel giorno davanti alla delegazione degli scioperanti.

Scioperare ha un costo e contrastare il traffico delle armi che passa per i porti italiani non è una scelta semplice di questi tempi, nonostante in Italia esista una legge che vieta esplicitamente il commercio ed anche il solo transito per il nostro Paese di armi dirette verso teatri di guerra. Ma i portuali con la loro lotta stanno cercando di richiamare tutta la cittadinanza a fermare la corsa al riarmo, a rompere con l’economia di guerra, che ci sta impoverendo, e con le tante complicità dell’Italia con Israele e con le fabbriche di armamenti.

La giornata del 30 ottobre sarà una grande giornata di lotta internazionale contro la guerra ed è molto importante che siano i lavoratori a svolgere una funzione di protagonisti in questa mobilitazione. Per sostenere ed allargare questa iniziativa si possono fare tante cose e non c’è bisogno di vivere in una città portuale per mobilitarsi: tutti possiamo promuovere delle manifestazioni di protesta contro le basi militari e le fabbriche di armi, così come contro le autorità che si rifiutano di applicare la legge 185 del 1990 che vieta il commercio e il trasporto delle armi verso le zone di guerra.

Lo sciopero contro le armi e l’obiezione di coscienza di tutti quelli che a vario titolo sono coinvolti in azioni di complicità con le operazioni di guerra costituiscono degli strumenti molto importanti per provare a fermare la macchina bellica. Ma poi tutti possiamo svolgere una funzione attiva per provare ad invertire la rotta e cambiare il futuro da incubo che ci stanno proponendo.

Per questo il prossimo 3 ottobre organizziamo una grande assemblea generale a Genova assieme ai lavoratori portuali per condividere il percorso di lotta e costruire assieme la giornata del 30 ottobre. Tutti possono partecipare, comitati, associazioni, organizzazioni sindacali e politiche, collettivi, ecc. portando idee e proposte di iniziative da condividere.

UNIONE SINDACALE DI BASE