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Il governo invita a stare a casa ma a Roma i lavoratori e le lavoratrici Zetema sono obbligati a stare all’interno dei musei chiusi

Roma -

Le misure assunte nei vari decreti, non ultimo il D.L. 17 marzo 2020 n. 18, e i continui inviti delle istituzioni a rimanere a casa, non esentano migliaia di lavoratori dal doversi recare al lavoro. Tra questi centinaia sono i lavoratori di Zètema, azienda municipalizzata di proprietà al 100% del Comune di Roma.

 

Già in data 13 marzo USB con lettera a Zètema e agli organi preposti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, sollecitava ad attuare quanto previsto dal DCPM 04/03/2020 e seguenti, ovvero a sospendere ogni attività non indispensabile alla produzione, poiché tale è da considerarsi lo spostamento di personale che si occupa di accoglienza, servizi di biglietteria, libreria e pulizie stante la chiusura dei siti al pubblico a far data dall'8 marzo.

 

La necessità di continuare a tenere il personale Zètema all’interno dei siti chiusi, risulta ancor più incomprensibile in quanto all’interno è previsto un monitoraggio continuo dall'apposita centrale operativa e la presenza costante in molti siti di personale di vigilanza armato.

 

Inoltre non ci risulta che ai lavoratori  e alle lavoratrici siano stati fino ad ora forniti tutti i DPI come previsto dal decreto.

 

Non aiuta certo, in questo contesto, il protocollo recentemente definito tra Governo e sindacati confederali e datoriali, redatto senza tenere conto delle esigenze dei lavoratori ovvero che la salute viene prima di tutto vista anche la reale impossibilità del momento di reperire i DPI necessari.

 

USB è fermamente convinta che il diritto alla salute è prioritario e ritiene che la risposta dell’amministrazione capitolina ma anche di Zètema, che giustifica la presenza forzata dei lavoratori e delle lavoratrici all’interno di siti chiusi solo ed esclusivamente per motivi economici, ovvero per fare in modo che il Comune di Roma saldi il servizio offerto da Zètema derivante dal contratto di servizio stesso, sia una scelta irresponsabile fatta sulla pelle dei lavoratori.

 

USB ritiene che il Comune di Roma debba continuare a pagare il servizio che Zètema svolge, in modo da poter attivare corsi di formazione on line per il personale impossibilitato ad espletare la propria mansione da remoto e/o dare una mansione temporanea espletabile in smartworking.

 

USB ribadisce l’importanza dell’immediata sospensione delle attività non essenziali, al fine di contenere l'emergenza sanitaria da coronavirus.

 

 

Roma, 19 Marzo 2020

 

USB – Lavoro Privato

Federazione di Roma

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