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Il Governo parla di sicurezza, ma per i rider continua a valere il cottimo: aprire subito un tavolo al Ministero del Lavoro

Nazionale -

Come ogni anno le temperature aumentano, vengono emanate le ordinanze contro lo stress termico e il governo parla di tutela della salute. Ma per migliaia di rider la realtà è un'altra: se non lavorano, non vengono pagati.
È questa la contraddizione che nessuno vuole affrontare.
In molte Regioni i rider continuano a essere esclusi dalle ordinanze che sospendono il lavoro nelle ore più calde, come se chi pedala per ore sotto il sole fosse meno esposto o fossero lavoratori di serie B. Dove invece sono ricompresi, fermarsi significa perdere il salario, perché il Governo Meloni continua a considerarli lavoratori autonomi e si rifiuta di recepire davvero la direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme digitali, che dovrebbe portare al riconoscimento della subordinazione.
Così il rischio viene scaricato interamente sui lavoratori: se pedali con quaranta gradi rischi la salute, se ti fermi perdi il reddito.
Dopo aver lasciato sostanzialmente immutato il modello del food delivery con il Decreto Lavoro del Primo Maggio e aver investito persino metà dei fondi garantiti l'anno precedente per la cig per stress termico, il Governo continua a sottrarsi alla scelta politica decisiva: riconoscere i rider come lavoratori subordinati, applicare il CCNL Logistica e garantire anche a loro gli ammortizzatori sociali quando condizioni climatiche estreme impediscono di lavorare.
La sicurezza per i rider non si garantisce con una raccomandazione o con un'ordinanza, ma eliminando il ricatto economico che costringe migliaia di lavoratori e lavoratrici a lavorare anche quando farlo significa mettere a rischio la propria salute.
Caro Governo Meloni le chiacchiere stanno a zero: anche i rider hanno diritto e dignità di essere tutelati.
È tempo che il governo si assume la sua responsabilità politica: per questo USB ha richiesto al governo di aprire un vero tavolo di trattativa presso il Ministero del Lavoro con le piattaforme di food-delivery e le organizzazioni sindacali che realmente rappresentano i lavoratori e lavoratrici del settore, per il riconoscimento del lavoro subordinato dei rider e il loro inserimento all'interno degli ammortizzatori sociali per lo stress termico.
Pronti ancora alla mobilitazione: per il riconoscimento del lavoro subordinato, per mezzi garantiti dall'azienda, per indennizzi durante le giornate di blocco delle consegne, per rompere il ricatto del permesso di soggiorno!

Real job, real contract!