Il rapporto Oxfam 2026 e l’urgenza del governo di approvare un nuovo decreto sicurezza
È stato pubblicato pochi giorni fa l’ultimo Rapporto Oxfam, significativamente intitolato “Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia”. Il Rapporto mette in evidenza la crescente concentrazione di ricchezza che si sta producendo nel mondo, sottolineando come questo fenomeno sia in corso anche in Italia e come l’aumento delle disparità sociali sia destinato a produrre una riduzione delle libertà democratiche. Del resto per Oxfam, è proprio l’aumento dei multimilionari nel mondo che comporta una crescita della loro influenza sui governi, producendo a catena politiche di redistribuzione verso l’alto delle ricchezze e di compressione degli spazi democratici. Insomma, più aumenta la parte di ricchezze di cui si accaparrano i ricchi e i super ricchi e più la società si impoverisce e chi si arricchisce aumenta la sua capacità di condizionamento. Un circolo vizioso che significa più povertà e meno democrazia.
All’Italia è dedicata una buona parte del Rapporto, introdotta dal capitolo su “Diseguitalia”. In questa sezione emergono i dati più significativi, che descrivono un Paese profondamente diseguale: il 10% delle famiglie detiene il 59,9% di tutta la ricchezza nazionale, mentre il 50% più povero degli italiani si deve accontentare del 7,4%. Andando più in profondità, il Rapporto ci dice che l’1% degli italiani alla fine del 2024 possedeva il 22,1% della ricchezza nazionale, mentre lo 0,1% (più o meno 50mila italiani) ne deteneva alla stessa data il 9,4%.
Altro dato significativo è quello che riguarda il trend nel quale siamo immersi. Tra la fine del 2010 e la metà del 2025, il 10% più ricco è passato dal 52,1% al 59,9%, mentre la metà degli italiani ha visto scendere la percentuale di risorse di cui dispone dal 8,5% di 15 anni fa al 7,4% di adesso.
Nell’arco dei 12 mesi intercorsi tra il 30 novembre 2024 e il 30 novembre 2025, la ricchezza dei miliardari italiani è aumentata, in termini reali, di 54,6 miliardi di euro (al ritmo di 150 milioni di euro al giorno), raggiungendo un valore complessivo di 307,5 miliardi di euro detenuto da 79 individui (erano 71 nel 2024).
Trascuriamo qui di analizzare le interessanti considerazioni contenute nel Rapporto circa le cause che hanno portato a questa situazione e delle valutazioni in materia di salari, politiche fiscali, politiche abitative e di interventi contro la povertà e l’esclusione sociale che sono stati eliminati e/o rimodulati al ribasso dal governo Meloni. Di questo Usb si occupa quotidianamente e ritrova molti punti di convergenza con le analisi contenute nel Rapporto. In questa occasione ci interessa, piuttosto, mettere in relazione la fotografia che scatta Oxfam sulla disuguaglianza della società italiana e le considerazioni del Rapporto, contenute nel paragrafo intitolato “La risposta repressiva dei governi al malessere sociale che avanza”. Qui registriamo un vero e proprio appello a mettere un argine al processo di involuzione democratica innescato dalle politiche di aumento delle disuguaglianze. In tutto il mondo questi processi sembrano avere una matrice comune: l’aumento della povertà spinge una parte crescente della popolazione fuori dai meccanismi della rappresentanza politica, costringendo le persone a preoccuparsi innanzitutto della sopravvivenza materiale. Si registra un aumento del malessere sociale, che viene affrontato dai governi con politiche repressive che colpiscono innanzitutto l’attivismo e la popolazione immigrata e che favoriscono l’emergere di partiti di estrema destra.
E, tuttavia, afferma sempre il Rapporto, il destino non è segnato perché nel mondo, a cominciare dall’America latina, sono cresciuti in questi anni anche partiti ed associazioni che hanno saputo dare protagonismo ed organizzazione proprio ai settori popolari ed alle classi più povere, rappresentando così una formidabile controtendenza.
Anche in Italia al crescente malessere sociale, frutto di un clamoroso aumento delle disparità sociali, si risponde con l’azione repressiva. Nel giro di pochi anni abbiamo visto moltiplicarsi i Decreti sicurezza e ora siamo alla vigilia di un nuovo micidiale provvedimento. Al centro, ancora una volta i cittadini immigrati, le proteste sociali e l’aumento degli spazi di arbitrio per gli agenti di polizia. Chissà se il ministro Piantedosi era già a conoscenza dei dati contenuti nel Rapporto Oxfam quando ha proposto il nuovo decreto, ma di certo è quella la base strutturale da cui parte il suo ragionamento. Prevenire con la repressione le proteste che sono destinate a dilagare: questo il vero obiettivo del decreto di cui vanno discutendo a Palazzo Chigi.
Per combattere questo progetto autoritario, però, ha ragione il Rapporto Oxfam, bisogna dare rappresentanza ed organizzazione ai settori popolari che sono stati esclusi dalla vita politica e sociale del Paese. E bisogna dar loro una seria alternativa sindacale, aggiungiamo noi, che sta diventando una ipotesi sempre più credibile.
Anche di questo si è accorto il governo Meloni e questo spiega la fretta con la quale tornano a mettere mano ai dispositivi repressivi.