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ILVA: RIZZO (USB), 42 OMICIDI SUL LAVORO IN 17 ANNI, MA SI PUÒ CAMBIARE USCENDO DAGLI SCHEMI DEI SINDACATI TRADIZIONALI

Si è conclusa la manifestazione a Taranto con tanti interventi di lavoratori

Taranto -

Si è conclusa la manifestazione indetta  oggi a Taranto su Salute, Sicurezza, Lavoro, Ambiente, per i lavoratori dell’ILVA e per tutta la città, a cui hanno partecipato oltre un migliaio fra operai dell’ILVA, cittadini di Taranto, lavoratrici e lavoratori, esponenti di associazioni e di movimenti, dalla Puglia e da altre regioni.

 

Tanti gli interventi in piazza della Vittoria al termine del corteo, fra cui quelli di numerosi lavoratori del MOF, di Pierpaolo Leonardi, della Confederazione USB; di Francesco Rizzo, dell’USB ILVA; di Paolo Di Vetta, dei Blocchi Precari Metropolitani.  Forte l’emozione fra tutti i manifestanti per il discorso conclusivo  di Dario Marsella, fratello di Claudio, il giovane operaio ucciso sul lavoro il 30 ottobre scorso.

 

“In 17 anni all'Ilva ci sono stati 42 morti per infortunio sul lavoro – ha dichiarato Francesco Rizzo, dell’USB ILVA, in prima fila per la battaglia in difesa della sicurezza e dei diritti dei lavoratori e dei cittadini di Taranto. “Ma questo non è il nostro destino – ha concluso Rizzo -  la possibilità di cambiare c’è, se usciamo dagli schemi partitici e dei sindacati tradizionali”.

 

Alla manifestazione seguirà un’assemblea dei lavoratori, presso il presidio davanti lo stabilimento tarantino, in cui verranno assunte le decisioni in merito alla continuazione dello sciopero iniziato il 30 ottobre scorso.

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