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ILVA: USB, GIRAVOLTE DEL GOVERNO NON RISOLVONO QUESTIONE

Unica strada per lavoro e salute è nazionalizzazione

Taranto -

COMUNICATO STAMPA

 

“Da tempo stiamo assistendo a continui cambiamenti e giravolte del Governo sulla vicenda  dell’ILVA, della sua vendita e del disastro ambientale creato dai Riva in anni d’indifferenza da parte di tutte le istituzioni pubbliche, in cui si sono privilegiati i profitti dei privati a scapito della salute e sicurezza di tutti”, dichiara Francesco Rizzo, dell’USB ILVA.

 

“Di ieri il nuovo decreto con cui il Consiglio dei Ministri ha deciso di spostare al 30 Giugno il termine per la presentazione delle offerte di acquisto/affitto degli asset ILVA. Si tratta della quarta ‘data ultima’ – osserva Rizzo - al fine, si dice, di valutare prioritariamente il piano di risanamento ambientale, collegato alle offerte degli interessati per evitare possibili bocciature una volta aggiudicata la cessione del gruppo. Un comitato di esperti sarà nominato per valutare, prima dell’offerta economica, il suddetto piano”.

 

“Ma scoprono ora questa priorità? – domanda il sindacalista USB - O ad indurre queste misure cautelari è stata l’apertura del procedimento contro il Governo italiano da parte della Corte Europea dei diritti umani, per non aver protetto dalle emissioni dell’ILVA i cittadini di Taranto e dei comuni vicini?”

 

“Il Comitato di esperti avrà 120 giorni di tempo  per vagliare questi piani ambientali, chiedere alle imprese interessate di modificarli in modo da poterli riesaminare e, dopo questa nuova valutazione, si procederà all’esame delle offerte economiche associate ai piani eventualmente rivisti. Un iter complesso – osserva Rizzo - che testimonia le difficoltà connesse a questa scellerata decisione di cedere ancora una volta ai privati pezzi importanti e strategici del patrimonio industriale italiano.

 

“Non ci stancheremo di ripeterlo – sottolinea l’esponente USB - la nazionalizzazione e l’intervento pubblico sono l’unica strada. Del resto la richiesta pressante del gruppo Marcegaglia ed altri per l’ingresso della Cassa Depositi e Prestiti nell’affare la dice lunga sulla capacità/possibilità per i privati di sostenere questa operazione. Dal canto nostro – conclude Rizzo - utilizzeremo questo tempo per contrastare questa ennesima privatizzazione”.

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