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IN TURCHIA È ORMAI REPRESSIONE E DITTATURA. L'USB SOLIDALE CON CHI DIMOSTRA NELLE STRADE TURCHE

Roma -

Le immagini provenienti dalla Turchia mostrano con estrema crudezza una repressione poliziesca violenta e senza limiti, contro donne, lavoratori, studenti e cittadini che scendono in piazza a difesa della democrazia e contro quella che ormai si delinea come una vera dittatura.

 

L'Europa e il governo italiano stigmatizzano gli “eccessi” polizieschi, ma tengono a sottolineare la vicinanza con il governo turco, partner economico importante per tutti i paesi europei. Come è importante il ruolo di “gendarme” per gli USA e per la Nato di una Turchia ai confini dell'area calda medio-orientale, crocevia degli oleodotti e del mercato del petrolio.

 

Quando si uccidono cittadini nelle strade, quando si interviene pesantemente con migliaia di feriti negli ospedali e altrettanti dimostranti vengono portati in carcere; quando si entra nei palazzi di giustizia per arrestare gli avvocati dei manifestanti; quando si fa più dura la repressione antisindacale, che ha già portato molti militanti sindacali nelle carceri turche, vuol dire che di libertà e democrazia non si può assolutamente più parlare e che si è di fronte ad una vera e propria dittatura. Magari mascherata, per ragioni di “opportunità” politiche ed economiche, ma dittatura.

 

L’USB è vicina e solidale con chi in Turchia manifesta per la democrazia; condanna totalmente il governo turco e il suo intervento autoritario, poliziesco e antidemocratico e si associa a tutte le manifestazioni di dissenso che si stanno svolgendo anche nel nostro Paese, invitando alla partecipazione tutte le sue strutture sindacali e tutti i suoi militanti.