Incidente alla raffineria ENI: solidarietà ai lavoratori feriti. Fare chiarezza sul sistema degli appalti nella costruzione del nuovo impianto
Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai tre lavoratori rimasti feriti nell’incidente avvenuto ieri mattina all’interno della raffineria Eni di Stagno e ci auguriamo che possano riprendersi al più presto.
Sarà necessario chiarire fino in fondo la dinamica dell’accaduto. Ma, al di là delle cause specifiche di questo incidente, riteniamo necessario riportare l’attenzione sulle condizioni di lavoro all’interno del nuovo impianto della bioraffineria, attualmente in costruzione.
Da mesi i lavoratori ci segnalano una situazione che descrivono come “confusionaria”, caratterizzata dalla presenza contemporanea di decine di imprese in appalto e forse anche subappalto e da un continuo avvicendamento di lavoratori.
Per tutta l’estate abbiamo visto quotidianamente file di operai, spesso sempre diversi, in attesa delle procedure di accettazione all’ingresso dello stabilimento. È un dato che, da solo, non dimostra l’esistenza di una situazione di pericolo, ma pone certamente interrogativi sulla qualità dell’organizzazione del lavoro, del coordinamento tra le diverse imprese e della gestione della sicurezza.
E non è la prima volta, negli ultimi mesi, che all’interno della raffineria si verificano episodi che richiedono attenzione. Il 2 giugno un altro lavoratore di una ditta in appalto era rimasto ferito durante un'attività all'interno dello stabilimento. Nei mesi successivi si era inoltre verificata un'esplosione all'interno della camera di combustione di un forno, fortunatamente senza conseguenze per i lavoratori. Ora, a distanza di pochi mesi, tre operai rimangono feriti nell'esplosione di un quadro elettrico.
Non vogliamo stabilire oggi collegamenti che dovranno eventualmente essere accertati dagli organi competenti. Ma riteniamo che una sequenza di episodi di questo tipo imponga una riflessione seria sulle condizioni complessive di sicurezza e sull'organizzazione del lavoro.
In un cantiere complesso come quello della nuova bioraffineria, con decine di imprese che operano contemporaneamente in appalto e un elevato avvicendamento del personale, il coordinamento, la formazione, la comunicazione e il controllo delle procedure di sicurezza diventano ancora più importanti.
Chiediamo quindi che, oltre ad accertare le cause dell’incidente di ieri, venga verificata attentamente l’organizzazione complessiva del cantiere della nuova bioraffineria, il coordinamento tra le imprese, la gestione degli appalti e eventuali subappalti, la formazione dei lavoratori e l’effettiva applicazione delle procedure di sicurezza.
La sicurezza non può essere subordinata ai tempi di realizzazione degli impianti, alle esigenze produttive o alla frammentazione degli appalti.
Per noi una cosa deve essere chiara: il lavoro deve essere organizzato mettendo al primo posto l'incolumità delle persone.
La sicurezza viene prima di tutto.
Usb Livorno