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INPS: SCIOPERO DELLA FAME DELLE RdB-CUB CONTRO IL MANSIONISMO

Roma -

Migliaia di dipendenti INPS percepiscono uno stipendio inferiore al lavoro effettivamente svolto. E’ il cosiddetto fenomeno del “mansionismo”, presente in modo massiccio in tutto il Pubblico Impiego, che evidenzia una realtà molto diversa dal ritratto dell’impiegato pubblico come “fannullone” ed ipergarantito. 

 

Ma l’amministrazione del maggiore ente previdenziale si rifiuta di riconoscere con specifici ordini di servizio le mansioni effettivamente svolte dai dipendenti, e non dà seguito alla promessa apertura di un tavolo di confronto sul problema.

 

Ad oltre un anno dall’apertura di una vertenza sul mansionismo,  che ha visto momenti di grande partecipazione assembleare ed il rifiuto di molti lavoratori di continuare a svolgere mansioni superiori, da ieri mattina i delegati nazionali della RdB-CUB INPS stanno attuando lo sciopero della fame davanti la Direzione Generale dell’INPS a Roma, in Via Civiltà del Lavoro 77, dove stazionano all’interno di in un camper.

 

“All’indomani della firma dell’accordo sulle pensioni la nostra protesta si arricchisce di significato” – afferma Luigi Romagnoli, uno dei delegati delle RdB-CUB in sciopero della fame. “Oltre a mantenere nei fatti lo scalone, il governo prevede di ricavare risparmi da destinare alla spesa previdenziale procedendo all’accorpamento degli enti previdenziali, il famoso SUPERINPS, che determinerebbe 17.000 esuberi di personale, una vera mannaia sui lavoratori. Intanto noi proseguiremo con lo sciopero della fame fino a che l’amministrazione non ci convocherà per discutere della piaga del mansionismo”, conclude Romagnoli.

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