Insieme al sequestro del TFE/TFR arrivano anche le offese ai dipendenti pubblici
Mentre migliaia di ex dipendenti pubblici andati in pensione attendono anni per lerogazione del TFS/TFR lINPS, davanti alla Corte costituzionale, rivela il volto più arrogante e paternalista delle istituzioni. Nelle memorie difensive presentate alla Consulta listituto di previdenza ha giustificato il differimento e la rateizzazione del TFS/TFR dei dipendenti pubblici con tesi offensive, sostenendo che i pensionati pubblici sono soggetti irrazionali nelle scelte di spesa, quasi da sottoporre ad amministrazione di sostegno perché incapaci di gestire il proprio salario differito, ovvero il proprio risparmio, privilegiando spese immediate rispetto alla garanzia sul futuro.
USB denuncia questa vergognosa narrazione che descrive lavoratori con decenni di servizio come soggetti da tutelare per giustificare il sequestro forzoso di quanto dovuto. Non si tratta di ricchezza improvvisa ma di salario differito, accumulato per anni durante il lavoro, spesso utilizzato per lestinzione di mutui e prestiti, per la dignità della vita post lavorativa o per far fronte a spese mediche, rese sempre più necessarie a causa dello smantellamento della sanità pubblica. LAvvocatura dello Stato da parte sua ha confermato che la rateizzazione serve esclusivamente a garantire la stabilità del bilancio scaricando quindi il costo dellausterità sulla pelle dei dipendenti pubblici. Si parla di un debito di oltre quindici miliardi di euro che lesecutivo si rifiuta di onorare utilizzando il salario differito come un finanziamento forzoso a tasso zero per le casse pubbliche, una sorta di patrimoniale sul risparmio dei dipendenti pubblici che i vari governi non hanno però voluto adottare per i grandi capitali, proprio mentre i lavoratori devono continuare a pagare interessi bancari sui mutui che non possono estinguere a causa dei ritardi nei pagamenti.
Il governo Meloni prosegue, come i precedenti, in questa politica di rigore sulla strada del taglio sistematico alla spesa sociale e del blocco del salario differito, mentre dirotta ingenti risorse verso lincremento delle spese militari e il finanziamento dei conflitti bellici. È inaccettabile che si trovino miliardi per lindustria delle armi mentre si richiamano i vincoli di bilancio quando si tratta di restituire il dovuto a chi ha servito la pubblica amministrazione; espressione evidente della volontà politica di dare priorità agli impegni bellici piuttosto che ai diritti dei lavoratori.
La recente Legge di Bilancio, che ha ridotto da 12 a 9 mesi il blocco sullerogazione del TFR/TFS, per altro solo per chi andrà in pensione di vecchiaia a far data dal 2027, lasciando invariate le norme per tutti gli altri ancora in attesa, rappresenta una misura spot assolutamente vergognosa. Lanticipo di tre mesi previsto solo a partire dal 2027 viene annullato sia dallallungamento della speranza di vita, che nel 2008 porterà al differimento del pensionamento di tre mesi, sia dalleliminazione delle detassazioni causando una perdita economica netta per i beneficiari.
La mancata previsione di una rivalutazione monetaria a fronte di attese pluriennali configura un reale furto di valore del salario differito e del potere dacquisto dei dipendenti pubblici sui quali scaricare le presunte esigenze di tenuta finanziaria, mentre il costo della vita e dei tassi d'interesse sui mutui continua a gravare sui pensionati.
USB Pensionati denuncia la trasformazione di un diritto contrattuale in una concessione tardiva e paternalistica, che considera i lavoratori pubblici come creditori di serie B, ed esige limmediata restituzione di tutto il salario differito senza ulteriori dilazioni o decurtazioni fiscali.
USB Pensionati FdS