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La Alliance Norfolk non sbarca a Livorno dopo lo sciopero e le manifestazioni

Roma -

Dopo lo sciopero, le manifestazioni e la richiesta di chiarimenti da parte delle istituzioni, la nave lascia Livorno.

La nave americana Alliance Norfolk, che avrebbe dovuto attraccare ieri pomeriggio alle 18:30 presso il Molo Italia, ha lasciato Livorno senza procedere allo sbarco del carico di mezzi militari che l'attendeva.

Una nave che trasportava materiale bellico, tra cui un centro operativo per l'IBCS, il sistema di comando di battaglia per la difesa aerea e missilistica integrata (IAMD), prodotto da Northrop Grumman, autocarri tattici pesanti Oshkosh HEMTT e trattori militari Oshkosh M1070, progettati per il trasporto di carri armati e altri veicoli corazzati pesanti.

I lavoratori portuali hanno detto no.

Da ieri, grazie all'intervento tempestivo di USB e del Gruppo Autonomo Portuali, con il sostegno dei collettivi livornesi, dell'Ex Caserma Occupata, di Potere al Popolo e del Coordinamento Antimilitarista, i lavoratori sono entrati in sciopero per impedire lo sbarco di questo materiale.

Una mobilitazione immediata, legittimata dalla totale assenza di informazioni sulla destinazione finale dei mezzi e sul loro precedente utilizzo. La nave proveniva da un porto del Medio Oriente e non erano disponibili neppure informazioni ufficiali sul carico già presente a bordo.

In un primo momento, l'azienda ha tentato di rassicurare i lavoratori sostenendo che si trattasse di mezzi in dismissione, destinati alla rottamazione. Una versione mai accompagnata da alcuna documentazione. Subito dopo sono invece arrivate le pressioni.

Era invece evidente la natura militare del materiale trasportato. Una situazione che ha sollevato interrogativi legittimi e che non poteva essere liquidata con semplici rassicurazioni.

In questo senso chiariamo che la proclamazione di sciopero immediato è stata formulata correttamente ed è stata utilizzata innumerevoli volte in situazioni simili, quando non è possibile, per ovvie ragioni, rispettare il preavviso previsto dal contratto nazionale

Anche il sindaco di Livorno è intervenuto, chiedendo chiarimenti alla Prefettura e all'Autorità di Sistema Portuale. Richieste che, fino alla partenza della nave, non hanno ricevuto riscontri ufficiali.

Anche questa volta hanno vinto i lavoratori e la città di Livorno.

Lo sciopero, la mobilitazione e la solidarietà di tante realtà cittadine hanno dimostrato che è possibile opporsi concretamente al coinvolgimento del nostro porto civile nei traffici di guerra.

La partenza della Alliance Norfolk rappresenta un altro piccolo, ma importante, passo avanti verso l'obiettivo che USB, Gap e tutti i soggetti che combattono insieme a noi portano avanti da tempo: una moratoria totale sul transito, sul carico e sullo scarico di qualsiasi materiale bellico o a duplice uso (dual use) dal porto di Livorno.
Non vogliamo che il nostro porto diventi una piattaforma logistica per la guerra.

È vergognoso l'atteggiamento delle segreterie territoriali di FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, che hanno scelto di non sostenere i lavoratori in una vertenza di altissimo valore etico e politico. Una scelta grave, che avrebbe lasciato soli quei lavoratori che avevano deciso di non essere ingranaggi della guerra e dei genocidi.

A questi lavoratori, e a tutte le lavoratrici e i lavoratori che si rifiutano di essere complici della guerra e dei genocidi, va tutto il nostro incondizionato sostegno, senza se e senza ma.

La lotta continua. Livorno non vuole essere complice delle guerre

USB e GAP