La Commissione di Garanzia aspetta il morto per legittimare lo sciopero salvavita proclamato da USB
In questi giorni di caldo torrido ampiamente preannunciato, nonostante le prescrizioni, le normative regionali, le direttive dell’INL i lavoratori continuano a lavorare in condizioni insostenibili con picchi che vanno dai 35° a bene oltre i 45°. Di recente diverse amministrazioni pubbliche hanno escluso dal divieto di lavorazioni esterne, quelle di pubblica utilità.
Di fronte a queste condizioni disumane , l’USB ha proclamato lo stato di agitazione e messo a disposizione delle strutture territoriali e delle aziende un pacchetto di 16 ore di sciopero.
La commissione di garanzia “contro “ il diritto di sciopero ha deciso di far sentire la sua voce e ha indirizzato all’USB Lavoro Privato una missiva in cui prova a nostro avviso arbitrariamente a “condizionare” le ragioni e le modalità dello sciopero. Secondo la commissione di garanzia il caldo è un pericolo generico, lo sciopero non può essere senza preavviso e non è estensibile ai lavoratori dei servizi pubblici essenziali .
A nostro avviso si tratta dell’ennesima scelta di campo operata dalla commissione di garanzia che si ostina a non voler vedere le condizioni dei lavoratori, che nella grande maggioranza dei casi non sono paragonabili agli uffici come quello della Commissione posti in centro città e che godono ampiamente di aria condizionata.
I datori di lavoro continuano a mantenere orari, ritmi e ambienti di lavoro che ignorano la salute dei lavoratori, questo accade nelle fabbriche, nei capannoni della logistica, nelle strade per corrieri e rider, nelle scuole e negli uffici privi della climatizzazione, nei magazzini della GDO. A questo si aggiungono le lavorazioni all’aperto, cantieri, banchine e lavoro agricolo.
In coerenza con l’art. 2 della 146/90 lo sciopero intende tutelare i lavoratori di fronte al pericolo dei colpi di calore, delle complicazioni sanitarie legate all’accentuarsi della fatica e dello stress, sotto queste temperature infernali. Di fronte all’immediatezza del pericolo lo sciopero potrà legittimamente essere senza preavviso.
Siamo di fronte a condizioni che riguardano tutti i lavoratori compresi quelli sotto la 146/90, ossia i servizi pubblici essenziali che grazie al lavoro della commissione ormai comprende una quantità sproporzionata di servizi, buon’ultima la logistica, come ha denunciato il comitato europeo per i diritti sociali.
Per questo chiediamo:
- l’attivazione di tavoli di confronto e negoziazione stabili nelle aziende per il monitoraggio e la realizzazione dei piani volti a garantire condizioni climatiche salubri, con il pieno coinvolgimento delle RSU e delle RLS.
- l’incremento delle pause retribuite durante l’orario di lavoro,
- l’integrazione piena della retribuzione nei casi in cui venga adottata la CIGO,
- la fornitura continua di acqua potabile, l’efficientamento degli impianti di refrigerazione dei luoghi di lavoro, adeguata copertura delle postazioni lavorative.
- l’aggiornamento dei DVR e DVRI
- la verifica della congruità con il clima dei DPI e dell’abbigliamento aziendale
- stop alle attività all’aperto e nelle aree “calde” con la temperatura di 35% in su
- la stretta sorveglianza sanitaria a partire dai lavoratori fragili e over 50
L’USB manterrà lo sciopero e invita le strutture sindacali e le RSU a farne buon uso, la salute dei lavoratori vale più del profitto.