La Commissione di Garanzia ignora l’Europa e attacca il diritto di sciopero
È del 13 maggio la notizia che la Commissione di Garanzia sul diritto di sciopero (CGSSE) è intervenuta di nuovo pesantemente sul diritto di sciopero. Questa volta lo ha fatto intervenendo contro il diritto di lotta dei lavoratori della logistica, come ci aveva preannunciato nell’incontro del 21 aprile in cui come USB avevamo contestato l’assunto filo padronale della CGSSE.
La CGSSE ha di fatto vietato lo sciopero nazionale della logistica del 15 maggio indetto dai Si.Cobas, denunciando il mancato rispetto delle prescrizioni previste dalla legge 146/90 di recente introdotta o meglio imposta in via unilaterale dalla Commissione in questo settore.
La logistica è un dei settori dove le grandi compagnie fanno grandi profitti sulla pelle dei lavoratori, avvalendosi del sistema di appalti, scatole cinesi che spesso finiscono sotto inchiesta giudiziaria per evasione fiscale e contributiva.
Questo divieto è la dimostrazione che la nostra denuncia politica sul ruolo arbitrario assunto dalla CGSSE è fondato.
Abbiamo e avevamo ragione nell’affermare che l'obiettivo della Commissione di Garanzia è sempre stato quello di limitare il diritto di sciopero dei lavoratori, ampliando a dismisura precetti e divieti a un numero sempre più vasto di settori. Oggi interviene facendo proprie le ragioni dei padroni e dei padroncini della logistica , un settore che trasporta le merci più disparate e che niente ha a che fare con i diritti costituzionalmente tutelati dalla Costituzione. Infatti, i beni di prima necessità e deperibili sono già tutelati dalle normali norme di autoregolamentazione e questa ulteriore restrizione ha poco o nulla a che fare con i diritti degli utenti.
Questo dimostra quanto sia stato fondato e tempestivo il ricorso sull’eccessiva penalizzazione dello sciopero in Italia presentato già nel 2022 da USB presso il Comitato Europeo dei Diritti Sociali, i quali il 12 marzo scorso hanno pubblicato la decisione che lo accoglie in 3 punti fondamentali:
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L’illegittimità dell’obbligo di apporre un limite o di comunicare preventivamente il termine di uno sciopero;
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L’eccessiva estensione dei settori non collegati ai diritti costituzionalmente garantiti alla persona nei quali applicare la legge 146 nonché l’eccessiva previsione di servizi minimi da garantire durante gli scioperi;
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L’eccessivo numero e durata dei periodi di franchigia e il deleterio effetto tra rarefazioni oggettive e soggettive.
È evidente quanto questa ulteriore delibera della Commissione di Garanzia colpisca un settore combattivo che sta uscendo grazie alle mobilitazioni da un periodo di schiavismo moderno; per questo la decisione del CEDS si applica perfettamente alla logistica e ciò deve essere fatto nei tempi più rapidi possibili.
Ricordiamo come questa decisione del CEDS rappresenti l’interpretazione del Trattato sui diritti sociali che l’Italia ha pienamente recepito e che è tenuta a rispettare. Se il Governo o il Parlamento non lo farà di propria sponte, USB si rivolgerà presso tutte le sedi competenti per difendere il diritto di sciopero , consapevoli che di fronte all’economia di guerre il miglior modo di garantire il diritto di sciopero sta nel rafforzare le lotte e l’organizzazione dei lavoratori.
Roma 14 maggio ’26
USB Lavoro Privato