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La Consulta legittima la privatizzazione della Croce Rossa Italiana. USB: il governo riprenda in mano il dossier

Roma -

Come si poteva ampiamente prevedere, la Corte Costituzionale - con sentenza n. 79/2019 del 09/04/2019 - ha sancito la liceità del famigerato D.lgs. del 28/09/2012, n. 178, che ha privatizzato la C.R.I., soppresso l’ex Ente Pubblico e posto in mobilità “coatta” migliaia di ex dipendenti.

Pur nel pieno rispetto della sentenza, non possiamo non evidenziare come la genesi del decreto sia stata costellata da episodi poco chiari, ancora tutti da decifrare, che USB denunciò alla Procura della Repubblica di Roma nel lontano 2013. Denuncia di cui si sono ampiamente perse le tracce.

La Consulta, nel dispositivo emesso nella giornata di ieri, sancisce la bontà dell’operazione posta in essere dal governo Monti, ribadendo la necessità di cambiare natura giuridica dell’allora Ente Pubblico, sulla base di valutazioni politiche, derivate dall’opportunità di tagliare i costi del personale che, secondo le relazioni della Corte dei Conti del 2011 e 2012, risultavano troppo elevate rispetto ad una nuova configurazione di tipo privatistico.

Proprio quelle relazioni furono il motore che spinse il Governo ad intraprendere la strada della privatizzazione; USB è da sempre convinta (e lo furono anche alcuni deputati della Commissione Igiene e Sanità nella seduta n. 301 del 18/01/2012) che quei dispositivi vadano riletti con estrema attenzione, così come i bilanci C.R.I. approvati dalla stessa Corte dei Conti.

Per ridare completa dignità agli ex lavoratori della C.R.I. e per rimuovere ogni zona d’ombra, chiediamo all’autoproclamato “Governo del cambiamento”, di riprendere in mano il dossier Croce Rossa e di far piena luce sugli aspetti politici che hanno portato alla soppressione del primo Ente Pubblico dell’era repubblicana.

Come chiediamo piena luce sulla questione - a oggi non ancora risolta - legata al mancato trasferimento nelle casse dell’INPS, degli importi dei TFR/TSF maturati dagli ex dipendenti C.R.I., che rischiano seriamente di veder compromesso un loro sacrosanto diritto.

 

Coordinamento nazionale USB Pubblico Impiego ESA-CRI in L.c.a.

 

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