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La lotta dei rider non finisce con l’accordo JustEat

Nazionale -

È notizia di lunedì scorso che JustEat Takeaway.com Express Italy ha firmato assieme a Cgil Cisl Uil un accordo che porta un avanzamento importante per i rider italiani. Un accordo che finalmente uniforma questi rider a ciò che la giurisprudenza aveva già evidenziato a più riprese: il rapporto è subordinato ed il giusto contratto è il CCNL Trasporto merci e logistica!

Una soluzione per 4mila rider nel territorio nazionale, che sicuramente deve la propria vittoria alle mobilitazioni che da Nord a Sud hanno scelto di organizzarsi, spezzare il silenzio e lottare contro precarietà e “caporalato digitale”.

Ma la lotta non si esaurisce di certo qui: rimangono tagliati fuori infatti tutti quei lavoratori che non hanno due anni di anzianità in piattaforma e non viene messa in discussione la forma del lavoro intermittente, mantenendo di fatto forte il ricatto per chi alza la testa o semplicemente decide di rifiutare chiamate e consegne. Continuare a lottare al fianco dei colleghi col rischio di perdere il lavoro? Se questo è il ricatto il lavoro intermittente non può andar bene.

Rimangono poi tagliati fuori tutti quei rider che lavorano direttamente per il locale: il segreto di pulcinella, ma chi lavora nel settore sa che spesso il locale fa consegne tramite JustEat ma si appoggia a una flotta propria per la consegna. Neanche a dirlo, tutti in nero! Più difficile forse, ma è anche a loro che pensiamo quando diciamo che c’è bisogno di regolarizzazione. Un esercito di invisibili ogni giorno e ogni notte solca le strade delle nostre città per portare cibo, e anche a loro pensiamo quando diciamo che vogliamo diritti per tutti.

Insomma, di certo un accordo epocale che apre la strada anche alla regolarizzazione di migliaia di rider che lavorano per le altre piattaforme. Un accordo importante perché straccia il CCNL indecente di Ugl, che nelle segrete stanze aveva concordato con Assodelivery un contratto che legalizzava il cottimo e portava questi lavoratori indietro di cent’anni in termini di diritti del lavoro.

Una vittoria di certo importante, insomma, ma non crediamo sia finita qua. Subordinato indeterminato per tutti i rider, turnazione fissa e rottura con la forma dell’intermittenza, lotta per l’istituzione di un salario minimo a 9 euro lordi l’ora: questo ciò che serve per rompere con la precarietà e le paghe da fame in questo paese, che proprio sulla pelle dei rider hanno trovato terreno di sperimentazione.

Alla lotta!

Slang USB

31-3-3021

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