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La lotta paga: il tribunale di Milano reintegra l’operatore sanitario che la Don Gnocchi voleva far lavorare senza mascherina

Milano -

Il tribunale di Milano ha reintegrato Hamala Diop, l'operatore sanitario che aveva denunciato le condizioni di lavoro alla Don Gnocchi nelle prime fasi della pandemia, incoraggiato dalla posizione assunta pubblicamente da USB, nel marzo dello scorso anno (https://www.usb.it/leggi-notizia/coronavirus-usb-18-lavoratori-positivi-al-covid-1919-denunciano-la-fondazione-don-carlo-gnocchi-alla-procura-di-milano-1528.html).
Hamala Diop, operatore sanitario della cooperativa Ampast, impiegata presso le sue sedi dalla Fondazione Don Gnocchi, noto colosso della sanità nazionale con 27 sedi, 32 ambulatori e 3700 posti letto in nove regioni italiane, lo scorso maggio aveva denunciato di essersi ammalato di Covid-19 sul lavoro e per questo era stato licenziato. Oggi il tribunale gli dà ragione e costringe la Don Gnocchi, i cui vertici sono indagati per strage colposa, a pagargli gli stipendi arretrati e reintegrarlo, o quanto meno a risarcirlo di 15 mensilità – come purtroppo permette la scandalosa legislazione del lavoro nata dai disastri del governo Renzi.
Non solo. Questa sentenza riconosce il ruolo di quello che giuridicamente è il “segnalatore”, colui denuncia attività illecite o fraudolente all’interno di un’azienda o nell’ambito della pubblica amministrazione, protetto dalla legge 179 del 2017, ma in realtà ancora esposto agli abusi dei datori di lavoro.
È un passo importante che speriamo possa dare ad altri lavoratori il coraggio di denunciare cosa non va sui posti di lavoro, soprattutto in relazione ad eventi così gravi, che mettono in pericolo le vite dei lavoratori e dei pazienti di strutture che dovrebbero invece garantire la sicurezza e la salute. Non dimentichiamo che nelle strutture della Don Gnocchi ci sono stati più di 150 morti tra i degenti e molti decessi anche tra gli operatori. USB si mette a disposizione dei lavoratori per supportarli, come sta già facendo con altri, nella segnalazione, denuncia e in tutto il percorso al fine di ottenere il corretto riconoscimento dei diritti negati soprattutto durante le prime, pericolossissime fasi della pandemia.
Tutto questo chiede giustizia. Tutto questo è il frutto del vergognoso processo di regionalizzazione e della conseguente privatizzazione della Sanità in Lombardia.
USB si batte da decenni contro questo sistema di speculazione sulla salute che con la pandemia ha mostrato a chiaramente ogni sua falla e continua a causare danni gravissimi alla popolazione.
La lotta paga e per questo continueremo a denunciare e a combattere questo sistema inaccettabile e dannoso, fatto per il profitto di pochi e non certo per la salute di tutti.