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La sanità torni bene pubblico: il 26 marzo sciopero regionale sanità Emilia Romagna

Bologna -

Il peggioramento dei dati relativi alle infezioni e ai morti sull’emergenza pandemica, nonostante il tentativo, nella nostra regione, di coprire il disastro con la propaganda retorica del “sta andando tutto bene”, rende sempre più evidente la necessità di un cambio di rotta radicale nelle politiche sanitarie e socio sanitarie nell’interesse di tutta la popolazione, per un accesso alle cure equo e universale.

Le condizioni di lavoro e la sicurezza delle operatrici e degli operatori della salute, la revisioni dei criteri di accreditamento delle strutture socio-sanitarie ed i potenziamento della sanità pubblica sono il presupposto per un miglioramento delle prestazioni sanitarie, al fine di assicurare una presa in carico globale della popolazione e restituire centralità alla relazione di cura.

PER QUESTE RAGIONI USB Emilia-Romagna proclama per il 26 Marzo 2021 lo sciopero regionale dei lavoratori della sanità pubblica, sanità privata, aziende pubbliche di servizio alla persona, cooperative sociali, associazione e società operanti in appalto, concessione e in accreditamento nei servizi sanitari e socio-sanitari:

  • Per il potenziamento del servizio sanitario nazionale con assunzioni stabili e massicce di personale; potenziamento della medicina territoriale; potenziamento della prevenzione e delle attività di tracciamento; recupero di posti letto e ripristino delle strutture abbandonate negli anni; contro le politiche di privatizzazione, aziendalizzazione, regionalizzazione e smantellamento del servizio pubblico;
  • Per la ripubblicizzazione dei servizi sanitari e socio sanitari privati: mai come in questa drammatica fase di pandemia si è evidenziata l’importanza che i servizi pubblici essenziali tornino ad essere gestiti in modo diretto e non tramite appalti, accreditamento e convenzioni. Assunzione stabile del precariato e assunzione diretta del personale esternalizzato;
  • Per il riconoscimento della funzione sanitaria delle ASP e per l'applicazione del contratto del comparto sanità per il personale, con la stabilizzazione del precariato;
  • Per il potenziamento della formazione sanitaria medica e non medica con riconoscimento dei diritti contrattuali per il personale in formazione;
  • Per una revisione del sistema di accreditamento regionale dei servizi socio-sanitari che garantisca personale adeguato con l’abbassamento del rapporto tra operatori e utenti nelle strutture residenziali, semiresidenziali per anziani e disabili e che garantisca la presenza h24 di personale infermieristico accanto agli operatori socio-sanitari ;

Alla giornata di astensione dal lavoro potrà aderire anche il personale non medico e medico assunto con contratti atipici, a partita IVA, contratto d’opera libero professionale, in formazione anche specialistica e in somministrazione.

BASTA RETORICA, BASTA PROPAGANDA

POTENZIARE GLI ORGANICI CON ASSUNZIONI STABILI

RIPUBBLICIZZARE LE STRUTTURE SOCIO-SANITARIE

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