L’anno giudiziario sia anche l’anno della stabilizzazione per tutti i precari, unica via per una vera giustizia: assunti tutti, assunti subito!
Venerdì 30 gennaio, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario si sono svolti presidi dei precari del PNRR Giustizia davanti ai palazzi di Giustizia di tutta Italia. Lavoratrici e lavoratori hanno rivendicato con orgoglio la conquista di un numero di stabilizzazioni che copre oltre l’80% della platea interessata e contemporaneamente hanno affermato la volontà di non mollare fino alla stabilizzazione di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori precari.
Più di tre anni di iniziative, con scioperi molto partecipati, hanno costretto il Governo a farsi carico della questione precari del PNRR Giustizia e a dare alla fine una risposta concreta, anche se non ancora esaustiva. Una realtà che qualcuno prova a negare cadendo nel ridicolo. La risposta scomposta dei cosiddetti firmatari al comunicato di USB, con cui si rivendicava il ruolo delle lotte portate avanti da lavoratrici e lavoratori per la stabilizzazione, rappresenta un attacco inaccettabile agli stessi precari protagonisti di un duro percorso di quelle mobilitazioni che questi pseudo sindacati definiscono “sterili”.
I precari e le precarie questa stabilizzazione se la stanno guadagnando centimetro dopo centimetro, mettendoci la faccia, e pagando di tasca propria, motivo per cui dovranno ringraziare solo loro stessi.
Ora c’è da pensare a quello che c’è ancora da fare, così, mentre gli altri staranno ancora a ringraziare Governo e amministrazione, noi continueremo a lottare perché c’è ancora molto da conquistare.
L’obbiettivo non cambia: stabilizzazione per tutti e tutte e assunzioni dal 1 luglio 2026.
In questo senso dobbiamo garantire continuità contrattuale a tutti coloro che non entreranno subito nella stabilizzazione e in questo senso USB ha proposto un emendamento al mille proroghe che è stato presentato e ci auguriamo che possa essere approvato. Lasciare fuori 1800 lavoratori, oltreché sbagliato, sarebbe veramente privo di senso, per cui chiederemo che nei prossimi provvedimenti normativi, come ad esempio il decreto PNRR, vengano stanziate le risorse per completare le assunzioni a tempo indeterminato di tutti e tutte.
Dopo queste, che rappresentano le priorità assolute, dovremo affrontare la questione delle sedi di assegnazione che dovranno tenere conto di tanti fattori da dove lavorano ora i precari e le precarie, a dove serve personale, fino alle esigenze di vita di lavoratrici e lavoratori.
La lotta non è finita e, adesso più di prima, sappiamo che alla fine paga.