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LAVORARE IN SICUREZZA E' UN DIRITTO ANCHE PER I DIPENDENTI DELLA PROTEZIONE CIVILE

Le esercitazioni del Dipartimento non possono prescindere dalle normative vigenti

Roma -

In un’Italia in cui gli incidenti sul lavoro sono stati definiti dal Capo dello Stato “un fenomeno gravissimo, spaventoso, che richiede il massimo allarme sociale”, le RdB-CUB ribadiscono con forza l’imprescindibilità del diritto a lavorare in condizioni di sicurezza per tutte le categorie di lavoratori, e rivendicano come prerogativa delle organizzazioni sindacali l’intervento a tutela di tale diritto.

 

Questi principi, secondo le RdB-CUB, non escludono quei lavoratori impegnati nel settore del soccorso alla popolazione, come gli operatori del Dipartimento della Protezione Civile, anche nel corso delle esercitazioni finalizzate a verificare le procedure di emergenza, come quella svoltasi in data 15 febbraio 2008.

Per questa esercitazione, che ha visto coinvolti circa 150 dipendenti, le organizzazioni sindacali, con lettera congiunta al Capo Dipartimento Guido Bertolaso, hanno chiesto uno svolgimento in conformità a quanto stabilito dal Contratto nazionale, sottolineando che il nuovo modello operativo attuato nella esercitazione non è mai stato sottoposto né agli organi deputati alla formazione di Palazzo Chigi, né alla contrattazione sindacale.

 

Le RdB-CUB, confermando quanto esposto nella lettera, rivendicano una Protezione Civile che faccia reale prevenzione e previsione dell’emergenza, attraverso una formazione che si svolga con frequenza ben diversa dalle due simboliche esercitazioni realizzate da Dipartimento negli ultimi due anni.

 

Le RdB-CUB propongono inoltre un Dipartimento di Protezione Civile inserito in un organico sistema di soccorso alla  popolazione, in cui il Corpo dei Vigili del Fuoco non venga penalizzato ma reso centrale. Ritengono inoltre che la Protezione Civile non debba essere impiegata in compiti non conformi a quelli di soccorso come i cosiddetti “grandi eventi”, verso i quali, tramite lo strumento dell’Ordinanza, vengono convogliate enormi quantità di denaro pubblico senza criteri certi sia di trasparenza, che di buon andamento della Pubblica Amministrazione.

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